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di SELVAGGIA LUCARELLI A POCHE ore dal debutto del Festival sono riuscita a strappare un'intervista ...


Apriamo con l'argomento Tony Renis. Come sono i vostri rapporti?
«Con Tony c'è amore e odio, nel senso che io sono nato il giorno in cui lui cantava per la prima volta "Quando quando quando". La levatrice, che voleva preservare la mia integrità mentale, mi ricacciò nel grembo di mia madre e mi fece rinascere due anni dopo durante una telepromozione della Cinzano bianco. Perciò quando Tony mi ha mandato Tano Badalamenti per convincermi, non ho avuto dubbi, anche perché Tano la sera prima mi aveva messo sotto il cuscino a mo' di avvertimento una versione remix di "Via Margutta" di Luca Barbarossa».
Ci spiegheresti meglio il meccanismo della votazione?
«È semplicissimo. Si può votare col televoto. Nei primi dieci minuti susseguenti all'esibizione possono votare solo i telefoni fissi col prefisso di Caserta che chiamino però telefoni mobili con prefisso "tre quattro sette". La mezz'ora seguente possono votare tutti i cordless della Philips del sud, mentre dalle undici all'una tutti i cordless della Samsung dell'Emilia Romagna. Per non mischiare i voti la Rai ha predisposto un cervellone su una chiatta di fronte ad Albenga che elabora i dati e li spedisce in tempo reale ad un certo Tonino, insegnante di matematica di Celle Ligure, che poi in nottata fa avere a me i dati provvisori. A quel punto io li modifico a mio piacimento».
Ci puoi anticipare qualcosa sul tuo look?
«Mi sono rivolto all'agenzia "Il farro", che subaffitta vestiti da cerimonia. Mi cambierò gli abiti una trentina di volte a sera più quindici cambi di mutande e canottiera. L'idea di base è quella di vestirmi come il ministro Castelli, cioè sempre lievemente inadeguato».
Chi è il favorito?
«Il mio favorito era Federico Nardelli».
Perché era?
«Federico è il figlio segreto di Mingardi, concepito con Kay Sandvik durante una puntata de "Il meglio di Disco Ring". Doveva partecipare la Festival ma il fatto che il regolamento vieti la partecipazione di padre e figlio, purtroppo, ha impedito la sua presenza. Perciò adesso il mio favorito, se si ricorda tutte le parole della canzone, è Stefano Picchi».
Hai dei gesti scaramantici?
«Un paio d'ore prima della serata vado al porto di Sanremo, mi infilo una muta da sub e mi faccio portare da Adelmo, vecchio amico pescatore, al largo. Qui, dopo mezz'ora di iperventilazione preventiva, mi immergo ad una profondità di ottanta - novanta metri a seconda della limpidezza delle acque, e cerco di catturare con una fiocina una grossa cernia. Questo perché c'è un vecchio detto della riviera di ponente che dice: "Chi a Sanremo una cernia cattura, ha più copertine della Ventura"».
Perché ci sono così poche donne quest'anno?
«Il problema è che tutte le cantanti hanno aderito al controfestival organizzato da Pippo Inzaghi alla discoteca "Basta che respirino" di Milano Marittima e quindi erano disponibili solo Linda, venuta a Sanremo perché ha un flirt col sosia di Pavarotti, e Veruska che sta vivendo una storia d'amore col maestro Gigi Vessicchio».
Dopo l'esperienza sanremese, come vedi il tuo futuro?
«Mi vedo al confino, a Ventotene. Con la consapevolezza però di aver sbagliato ad accettare la proposta di Renis, ma di averlo fatto con l'intento di servire la patria».

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