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Janet non si piega e snobba i Grammys

Justin Timberlake invece si adegua e ritira la statuetta. Trionfano i rapper OutKast e Beyonce

Subito dopo una esilarante prestazione live del loro grande successo «Hey Ya!», con il cantante Andre 3000, a torso nudo, attorniato da scatenate ballerine apache, accompagnato da una sorta di banda musicale da paese, con numerose grancasse di tutte le dimensioni, gli OutKast vincono la più preziosa delle statuette: quella dell'album dell'anno per il doppio cd «Speakerboxxx/The love below».
Molto bene anche Beyonce Knowles, sicuramente una delle dominatrici della 46ma edizione dei Grammys Awards, gli Oscar della musica assegnati domenica sera a Los Angeles nel corso di una cerimonia decisamente troppo lunga e a momenti noiosa e ripetitiva. Ma alla bella Beyonce è sfuggito il premio più importante, quello della registrazione dell'anno, che il suo gettonatissimo «Crazy in love» ha dovuto cedere ai britannici Coldplay con «Clocks». La ex leader delle Destiny Child ottiene comunque ben cinque grammofonini fra i quali quelli per la migliore canzone e la migliore cantante rythm & blues. È stata lei, insieme a Prince, sulle note della mitica «Purple rain» ad aprire la serata trasmessa in tv da CBS che, per la prima volta nella storia del premio ha deciso di differire di cinque minuti la messa in onda.
Per evitare incidenti come quello della domenica precedente durante il Super Bowl, quando Janet Jackson e Justin Timberlake si resero protagonisti di un siparietto sexy (la cantante ha mostrato alle telecamere il seno destro, borchiato da una stella d'argento sul capezzolo) che ha provocato un mare di polemiche.
L'incidente del Super Bowl ha causato talmente tanti guai alla CBS che l'emittente ha condizionato la presenza di Justin Timberlake e Janet Jackson alla loro promessa di scusarsi per l'accaduto in occasione della loro apparizione alla cerimonia. Janet non ha acconsentito e non ha partecipato alla serata, Justin Timberlake, vincitore di due grammys, giacca e cravatta quasi fosse un impiegato di banca, ha invece deciso di sottostare alle regole imposte dall'emittente e, accogliendo il premio per la migliore performance maschile pop (per «Cry me a river»), ha detto: «È stata una settimana difficile per tutti ma quello che è successo è stato involontario e assolutamente spiacevole, vi chiedo scusa, ragazzi, se vi ho offeso». Anche Christina Aguilera, vincitrice del premio per la migliore performance pop con «Beatiful», ha accennato alla vicenda, sfoggiando una scollatura vertiginosa (e decisamente più turbante della tetta al vento della Jackson). Una volta salita sul palco e tenendosi il vestito ha detto: «Non voglio che mi succeda la stessa cosa».
Il momento più toccante si è avuto quando, in occasione del quarantesimo anniversario dell'arrivo negli Stati Uniti dei Beatles è stato assegnato allo storica band di Liverpool il Presidents' Award. In collegamento da Londra hanno parlato i due superstiti Ringo Star e Paul McCartney. Erano presenti Yoko Ono e il figlio Sean Lennon.
Altri vincitori di Grammys importanti sono stati i White Stripes (miglior album alternativo con «Elephant», e il cantante, morto recentemente, Warren Zevon (per il stupendo duo con Bruce Springsteen, «Disorder in the house»). A sorpresa, il grammy per la novità dell'anno è andato agli Evanescence.

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