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Ravello, alla fine tutti d'accordo sull'auditorium

La storia: Ravello vanta un festival musicale che di anno in anno cresce in prestigio. E, dunque, di appassionati. Ma non bastano gli spazi all'aperto, pur mirabili. Serve una struttura ad hoc. Ci pensa Niemeyer e il luogo dove dovrebbe sorgere è quello indicato in precedenza per un parcheggio. E pare ovvio che un auditorium neanche troppo grande (400 posti) e ossequioso dell'ambiente possa essere accettato anche dai difensori più intransigenti del paesaggio. Non foss'altro perché è assai più pregevole, esteticamente, di un parcheggio. Invece si ribella il Wwf che ricorre al Tar, così come si oppone il proprietario del terreno su cui la sala per la musica dovrebbe sorgere.
Liti e strepiti affidati ai media. Poi, nei giorni scorsi, la battaglia si placa. Il Wwf ritira il ricorso. E così fa il proprietario del terreno. La motivazione più forte che aveva portato il Wwf al ricorso è stata «quella di mantenere comunque alto il livello di garanzia sull'intera costiera amalfitana, una delle aree più colpite dagli appetiti speculativi». Dopo i sopralluoghi degli ultimi giorni il Wwf cambia idea: l'ubicazione scelta per l'auditorium «è l'unica possibile», il progetto «non pone gravi problemi di inserimento paesaggistico». Fanno bene gli ambientalisti a essere guardiani del paesaggio. Ma non diventino, come in questa vicenda, talebani. (Li. Lom.)

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