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Radickov aveva capito quant'è assurdo il mondo

Il Parlamento bulgaro ha osservato un minuto di silenzio e ha commemorato il grande intellettuale. Più volte candidato al premio Nobel, famoso nel mondo per il romanzo «L'anatra da richiamo», è stato tradotto in trentasei lingue. La scoperta di Radickov in Italia è piuttosto recente: una scelta delle pagine più significative degli anni Sessanta è stata pubblicata nel volume «I racconti di Cerkakzi» (Marietti, 1983), che nel 1984 gli valsero il premio Grinzane Cavour. Negli anni Novanta sono apparsi in italiano diversi libri, tra cui «Bisce», «Gente, gazze, cavalli» e «Noi passerotti», (Ed. Voland), e «Il verbljud e altre cronache Cerkakzi» (Argo). La narrativa di Radickov si colloca nell'ambito del realismo lirico, nel quale ha inserito elementi allegorici e fantastici, tanto che più di un critico ha parlato di lui come «il Kafka di Sofia». Nella sua prosa ha fatto spesso ricorso alla chiave grottesca per descrivere l'assurdità del mondo, ma anche alla saggezza dei contadini bulgari e alle leggende e all'immaginario fiabesco del suo paese natale.
R. T.

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