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«POMPEI»

Guai vedere la fine dell'Impero nell'eruzione del Vesuvio


Harris, dopo essersi cimentato nel 2001 con la storia contemporanea, questa volta compie un lungo salto nel tempo fermandosi nel 79 d.C. a due soli giorni dall'eruzione del Vesuvio. In una Pompei calda e affollata, mentre ricchi nababbi romani si godono il sole e i banchetti nelle lussuose ville costiere, il nuovo aquarius (ingegnere delle acque) Marco Attilio deve fronteggiare un'emergenza del tutto inaspettata. L'imponente Aqua Augusta, l'acquedotto che disseta oltre 250.000 persone, è a secco e per di più quel poco d'acqua che scorre emana odore di zolfo.
Cosa mai sta succedendo alle falde del Vesevum? Dopo incalzanti reprimende ricevute dall'erudito Plinio il Vecchio, comandante della flotta romana al Miseno, l'ingegnere Attilio si avvia con un manipolo di uomini verso il vulcano intenzionato a far luce anche sulla scomparsa del suo predecessore, ma... Non voglio rovinare la suspense di un finale imprevedibile e «infuocato».
Scrivere un romanzo che ha per sfondo l'eruzione vulcanica che seppellì le opulente città vesuviane non è operazione né nuova né facile. Harris però ha dimostrato di padroneggiare bene la materia storica intrecciandola sapientemente con una trama romanzesca avvincente ed originale. Così facendo ha eguagliato il collega Edward Bulwer-Lytton, il primo scrittore che ambientava un racconto nei giorni immediatamente antecedenti l'eruzione del Vesuvio. Il libro, pubblicato nel 1834, era intitolato «Gli ultimi giorni di Pompei» e ricalcava un precedente scritto dell'americano Sumner L. Fairfield, «L'ultima notte di Pompei».
Per la verità nell'Ottocento videro la luce molti romanzi «pompeiani». Robert Harris si pone quale ultimo bravo epigono di una lunga tradizione letteraria. L'unico punto dolente di questo romanzo risiede nell'intento dichiarato dell'autore di voler vedere nella fine della città campana il segnale del futuro crollo dell'Impero di Roma. Un'ipotesi quest'ultima che non regge affatto per ragioni storiche che non stiamo qui a dipanare. Il messaggio che fa da sfondo all'evolversi del racconto, al contrario, invita a riflettere su come ogni costruzione umana è destinata a tramontare secondo una legge naturale.
Robert Harris, «Pompei»

Mondadori, 300 pagine, 18,60 euro

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