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Europalia, il Belgio onora la cultura made in Italy

RASSEGNE DI PITTURA, MODA E MUSICA

Trenta mostre, duecento eventi che interessano l'arte, l'architettura, il design, la moda, la fotografia, la scienza, la letteratura, il cinema, la musica, perfino la gastronomia (che è, eccome, manifestazione di cultura), e addirittura il merletto. E il logo, che esibisce un particolare del David michelangiolesco. Da due mesi (e si proseguirà per altri due, con la previsione di una proroga già annunciata) Bruxelles e il Belgio si sono trasformati in una vetrina italiana. Concerti e spettacoli registrano il tutto esaurito, e le tre mostre principali - «Da Pompei a Roma», «Un Rinascimento singolare. La corte degli Este a Ferrara», «La Venere svelata. La Venere di Urbino di Tiziano», che hanno portato in Belgio tesori inestimabili dei nostri musei e non di questi soltanto - viaggiano sull'onda dei 100.000 visitatori ciascuna. Ecco il bilancio provvisorio di Europalia, il festival culturale istituito nel 1968 da un gruppo di personalità belghe, che intendevano aggiungere una vocazione culturale all'Europa degli scambi e dell'economia.
Europalia si tiene ogni due anni e coinvolge un po' tutte le città belghe (quest'anno sono 40) ed è dedicata ogni volta ad un Paese diverso. Unica eccezione, l'Italia, che fu già protagonista della manifestazione nel 1969, ed è tornata ad esserlo nuovamente. Ma l'Italia merita ben una deroga, spiega l'ambasciatore Patrick Nothomb - commissario della manifestazione, sincero amico del nostro Paese, nonché padre della scrittrice Amélie - perché essa è «l'unica superpotenza culturale del mondo». Inaugurata il 1 ottobre scorso dal Re Alberto e dal Presidente Ciampi, adesso che tutte le iniziative hanno aperto i battenti, Europalia-Italia (a proposito: il nome deriva dalla fusione di Europa e di Opalia, con cui i Romani designavano la festa della mietitura) è stata presentata ufficialmente alla stampa a Bruxelles, nella sede del Palais des Beaux Arts - opera del celebre architetto Art Nouveau Victor Horta, interamente ristrutturato per l'occasione, dal barone Nothomb - dall'ambasciatore d'Italia in Belgio, Massimo Macchia, e dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini.
Quest'ultimo ha ricordato come Europalia, significativamente ubicata in quella che non è soltanto la capitale del Belgio ma l'ideale centro dell'Unione Europea, coincida con il semestre di presidenza italiana dell'Unione. Questo fatto vale da solo ad indicare come Europalia-Italia travalichi ampiamente il pur prioritario interesse culturale, per assumere una valenza politica. Il governo italiano ha fortemente appoggiato il progetto Europalia (e affrontato circa un terzo dell'impegno economico dell'operazione, pari a circa 5 milioni di euro, su 15 complessivi) puntando sul rilancio dell'immagine internazionale dell'Italia. Con il suo straordinario patrimonio di cultura e di creatività, il nostro Paese ha molto da offrire al mondo, a cominciare dalla stessa italianità e dalla qualità della vita. Una vicenda come Europalia non è isolata, ma si inserisce in un quadro di iniziative volte a fare della «promozione della cultura italiana un tema fondamentale della politica estera e dell'interesse del Paese». Rientra in tale quadro il recente varo da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sulla riforma degli 88 istituti italiani di cultura all'estero, che potrebbe essere approvato dal parlamento in tempi assai brevi.

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