cerca

Tutta la verità su Antinoo

Con loro la studiosa che aveva individuato e attribuito il monumento, Eugenia Prina Ricotti. Ora i Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, della quale Prina Ricotti è socio corrispondente, sta pubblicando le comunicazioni relative al sensazionale ritrovamento. L'archeologa ricostruisce per «Il Tempo» le tappe della scoperta e rivela le nuove conoscenze che essa ha portato.

di EUGENIA PRINA RICOTTI

SCOPRII questo importante monumento per un insieme di coincidenze. Da poco la Soprintendenza del Lazio guidata dalla dottoressa Reggiani aveva messo in luce il lungo recinto attraverso il quale si svolgeva l'accesso nobile al complesso Adrianeo. Una strada ad anello portava fino alla scalinata del Grande Vestibolo, qui si fermavano le carrozze per far scendere gli ospiti e i veicoli proseguivano poi sull'altro braccio della strada evitando qualsiasi ingorgo. Oltre a questo lo scavo aveva messo in luce il giardino esistente nel peristilio del Grande Vestibolo e una complessa struttura posta all'inizio del recinto d'ingresso: un insieme di edifici che mi era stato indicato come un ninfeo.
Devo dire che fin dal principio la definizione di ninfeo dato a quei resti non mi aveva affatto persuaso. Per cominciare, benché di poco affioranti dal suolo, erano basi di edifici monumentali: il principale era formato da grandi emicicli concentrici, un sistema normalmente usato da Adriano per costruire le sue esedre, elementi architettonici da lui preferiti e presenti in molte parti di Villa Adriana. Inoltre questo impianto di esedra aveva un diametro che era il doppio di quello del Canopo e sarebbe stato alto quanto un edificio di sei piani: davvero un po' troppo per un semplice elemento decorativo di giardini. Davanti ad esso c'erano poi i resti di due templi che si confrontavano l'un l'altro, e il tutto era chiuso in un recinto le cui pareti erano decorate da nicchie.
Fu questo recinto che mi mise sull'allarme: l'insieme di edifici circondato da mura era posto lungo il confine del predio imperiale restandone accuratamente esterno. Ma questo era il modo in cui i Romani costruivano le loro tombe: infatti per la loro legge il terreno della tomba sarebbe stato in eterno proprietà del defunto e non poteva né esser venduto né ereditato: doveva quindi restar fuori al complesso.
Una tomba perciò, ma di chi? Chi poteva essere questa persona così importante da avere un monumento funebre di quel genere?
Fu a quel momento che mi ricordai come tra il 1969 ed il 1972, mentre stavo eseguendo il rilievo di tutto il complesso (126 ettari), avevo trovato lì vicino un bassorilievo con il simbolo dell'ureus. Inoltre, per gli studi da me svolti, sapevo che sempre lì erano state trovate le più importanti statue egizie, tra cui l'Antinoo Egizio e l'Arpocrate, e forte di tutto questo ero persuasa che, qualsiasi cosa lì esistesse, doveva essere sacro ed egizio.
Una tomba perciò, ma una tomba che era collegata con l'Egitto. A questo momento c'era una sola risposta possibile: la tomba di Antinoo, il bellissimo giovane affogato nel Nilo (130 d. C.) Un enorme monumento, che però era stato appena cominciato. Infatti era stato soltanto dopo la morte del ragazzo che Adriano poteva aver pensato alla sua tomba, né la dovette cominciare prima della fine del 134 d. C. e del ritorno a Roma dal suo secondo viaggio attorno all'impero (128-134 d.C.). Il 135 passò nella scelta del luogo dove costruirlo, nel progetto, nella preparazione del cantiere e dei materiali. Poi nel 136 d. C. si cominciò. Dagli scavi sappiamo che furono subito completati i due templi ed il recinto, mentre i materiali per l'esedra non arrivarono che nel 138 d. C. e la morte di Adriano. Con la scomparsa dell'imperatore tutto si fermò e così della magnifica esedra restarono solo i semicerchi delle fondazioni.
A questo punto comunica

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Degrado capitale, la stazione Termini è un gabinetto a cielo aperto VIDEO

La cassanata definitiva: "Ci ho ripensato, continuo a giocare"
Dopo le liti in tv relax al mare: Adriana Volpe in versione sirenetta
Roma, in viaggio seduti sul paraurti Così strappano un passaggio al tram

Opinioni