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BIGAS LUNA PRESENTA «SON DE MAR»

«La mia esistenza segnata dalla passione»

Torna il cinema caliente e patinato di Bigas Luna con una sorta di Ulisse dei nostri tempi, «Son de Mar», l'ultimo ed atteso film del regista spagnolo, che ormai vanta nel nostro Paese un discreto pubblico di fans, da domani nelle sale italiane con quaranta copie distribuito dalla Medusa. Ad intepretare il ruolo della coppia protagonista, Ulises e Martina, due volti conosciuti della cinematografia iberica. Il bel Jordi Mollà (che Luna aveva già diretto in «Prosciutto Prosciutto» e «Volaverunt»), e la sensuale Leonor Watling, nota per aver interpretato «Parla con lei» di Pedro Almodovar.
Amore e morte, due temi a confronto?
«È vero, nei miei film c'è sempre qualcuno che muore. Credo faccia parte della mia origine mediterranea dove spesso morte e sensualità convivono».
Nella sua carriera ha sempre firmato le sceneggiature dei film che ha diretto. Qui fa un'eccezione. Come mai?
«Questa volta mi sono ispirato a un romanzo, che porta lo stesso titolo ed è basato su una storia vera, di Manuel Vicent. Inoltre la sceneggiatura è stata scritta da Rafael Azcona. Sono molto amico di Vicent ed apprezzo la sua incredibile capacità narrativa, soprattutto orale. Spesso però evito di conoscere gli scrittori perchè sono assai critici e mentono quando dicono che il film gli è piaciuto».
Valeria Marini e Francesca Neri, due attrici italiane che ha amato. Tornerebbe a lavorare con loro?
«Di Valeria Marini non so più nulla, invece con Francesca ho mantenuto un bellissimo rapporto e spero proprio di tornare a lavorare con lei, anche perchè ritengo che con il tempo acquisti sempre più fascino».
Ha più volte affermato che dal punto di vista artistico sta attraversando una fase bianca, che vuol dire?
«All'inizio della carriera il mio cinema era "nero", "Caniche" e "Angoscia" lo erano. Con "Prosciutto Prosciutto" è iniziata la cosidettata fase rossa, dove mi sono spinto verso la passione, "Son De Mar" rientra in questo filone. Penso che in questo momento della carriera stia entrando nella fase bianca, il mio cinema diventa sempre più luminoso».
Che progetti ha a tal proposito?
«Cercherò di proporre la mia nuova idea di cinema, quella del terzo millennio. Un progetto complicato. Realizzare un film in digitale che possa andare su Internet, suddiviso in mini video che però racconti una storia unica».

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