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La maglietta spoglia il libro delle frasi più belle

È la frase del biglietto di auguri presente nel libro «Il ComuniCattivo e la sua vena creativa», scritto a quattro mani e due cervelli dai fratelli giornalisti Igor e Valter Righetti, che contiene aforismi, pezzi di vita vissuta comunicando e il primo vademecum a prova di antiacido per screditare e distruggere gli altri.
Il tutto, ovviamente, condito da tanta ironia. Un volume effervescente e ribelle, che Igor Righetti ha voluto scrivere forte dei messaggi ricevuti a migliaia e delle interviste a personaggi soliti e insoliti effettuate durante le 150 puntate del suo cattivissimo programma radiofonico «Il ComuniCattivo», su RadioUno alle 15,40 dal lunedì al venerdì. I «Righetti Brothers» hanno tenuto a battesimo il libro edito dalla Guerini e Associati (9,50 euro, da mercoledì nelle librerie) l'altra sera al romano Cafè Renault con il secondo after-hour della comunicazione.
Lo slogan della soirèe? «Spoglia il libro!». Ogni copia, infatti, è stata distribuita «incartata» in un involucro d'eccezione: un'originale T-shirt ad «alto tasso comunicativo» della nuova linea fashion firmata dal ComuniCattivo Igor Righetti. Spiritose ed estroverse, le magliette sono l'indumento perfetto per chi si sente ComuniCattivo dentro e lo vuol gridare anche fuori con frasi del tipo «Io sono ComuniCattivo e tu?» oppure «Chi sbaglia a comunicare muore di fame». Ecco in pista uno «sfilatino» delle T-shirt con gli aforismi, in vendita dal 15 dicembre nei negozi di abbigliamento casual di tutta Italia e sul sito www.dresscode.it.
«Comunicare oggi è una necessità. Ogni nostro gesto, movimento, parola sono dettati dalla convivenza con gli altri. Ma se "comunicare è alla base chi è all'altezza?". In questo aforisma c'è molta verità, basta osservare il mondo che ci circonda: attraverso il motto la stupidità, la banalità e la pochezza umana si trasformano in battute scherzose e argute, spesso pungenti. Che prendono in giro fatti, sensazioni e debolezze del vivere quotidiano. Gli aforismi colpiscono con allusioni maliziose, ma bonarie. Perché comunicare si deve, tutti i giorni, in qualunque situazione. Altrimenti si muore di fame», dicono i due fratelli Igor e Walter, 34 e 38 anni.
Sfogliando il libro, ecco frasi e parole per screditare l'immagine e la reputazione degli avversari con tanto di linguaggio vetero-politico. Frasi realmente pubblicate ed estrapolate dalla lettura di quotidiani, periodici, siti Internet e weblog. Qualche esempio? «In salsa qualunquista» (frase buona per tutte le occasioni: un libro, un programma); «Grigio-orbace vestito» (riferito a uno politicamente vicino alla destra); «Una grande pierre all'amatriciana, ma con pancetta carbonizzata e tanto olio che resta sul fondo»; «Si è costruito da solo, intervista dopo intervista, foto dopo foto, cena dopo cena, festa dopo festa».
E ancora, "Ha la testa vuota come un cestino dopo che è passata l'impresa di pulizie»; «Se la stupidità fosse una malattia, in quel partito ci sarebbe un'epidemia»; «La sua ricchezza culturale entra in un portapillole»; «È un hard discount di storie fasulle»; «Più che un'intervista era un'inserzione: si spera almeno che qualcuno abbia pagato».
«La comunicazione attuale è in tignosa stasi. E' orfana del padre "estro" e della madre "fantasia". Ormai abbiamo bisogno di un lassativo come il Gutalax per far uscire qualche idea. La stipsi creativa si può curare e forse anche sconfiggere. Per poter creare bisogna essere liberi di immaginare e osare. Siamo diventati frigidi, bacchettoni con la paura di azzardare, di uscire dagli schemi. Basta guardarsi intorno: è tutto clonato ed evanescente. Dai programmi tv ai prodotti editoriali è tutto un copia e incolla. Togliamo dalla naftalina personaggi inverosimili. Prima eravamo i campioni del riciclaggio. Ora lo siamo delle riesumazioni. Disseppelliamo mummie aiutati dalla chirurgia plastica e dai trapianti di capelli. Altro che i Faraoni!», conclude Igor.
Gab. Sass.

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