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T-shirt, è sportmania

E anche in questo, come nello sport nazionale, ereditiamo direttamente dall'Inghilterra. La nuova moda delle maglie sportive, utilizzate nell'abbigliamento di tutti i giorni, arriva da Oltremanica assieme alla passione infinita degli inglesi per il football. E noi italiani, che in quanto a calcio non siamo certo da meno, abbiamo reagito più o meno allo stesso modo al merchandising sfrenato di società di calcio e associazioni varie. Tutto ha un logo, una veste e quindi una maglia. Perché allora non indossarla tutti giorni, magari per andare in ufficio? Detto fatto e, giacca e cravatta a parte, in molti indossano le maglie di Beckham (probabilmente la più venduta di quelle del calcio), Totti &Co., per uscire la sera, magari proprio sotto a una giacca o su un paio di jeans all'ultimo grido.
Ecco allora che gli armadi si riempiono di colori vivaci, numeri e materiali impermeabili, di stemmi d'ogni tipo. E, oltretutto, la nuova moda non costa granchè. Con meno di cento euro si può acquistare praticamente qualsiasi maglia rintracciabile sul mercato, senza dover necessariamente andare sulle cose introvabili. Già, perché per quelle bisogna spendere qualcosa di più e magari avere qualche amico in grado di rimediare una versione originale. Perché se è vero che le maglie «normali» si possono reperire in qualsiasi shop societario, per quelle «vere» c'è un vero e proprio mercato parallelo. Quelle non le trovi al negozio, ma sono regali di giocatori, eredità di amici avute da altri amici o magari l'essenza di qualche asta benefica a favore di chissachi. In questo caso il prezzo sale in maniera vertiginosa e i pezzi «unici» posso arrivare a cifre spropositate. Come la maglie di Totti del derby venduta a venti milioni o quella storica di Pelè servita addirittura per pagare i restauri di un museo: del calcio ovviamente.
Ma oltre ai «maniaci» del pallone c'è anche chi ricerca e poi magari indossa, le maglie di altri sport: spesso americani. Dopo il boom di fine anni Ottanta che ha invaso i nostri armadi di t-shirt e felpe dei colossi del baseball a stelle e strisce (vedi New York Yankee), c'è stata l'ondata del basket Nba sulla scia delle imprese fantastiche del Dream Team americano. I fenomeni dei Chicago Bulls, dei Lakers e Boston Celtic hanno monopolizzato il mercato: soprattutto quello estivo trattandosi, in gran parte di canottiere. Le più vendute, nemmeno a dirlo, quelle di Michael Jordan e Dennis Rodman.
Ma la nuova tendenza stavolta non arriva dall'america, ma dall'altra parte dell'emisfero: dalla Nuova Zelanda e dall'Australia. Insomma, dai colossi del rugby che indossano quelle maglie più sobrie e dai materiali davvero molto indossabili. Impossibile non avere la «nera» degli All Blacks o la bellissima «gialla» australiana: tutte rigorosamente originali. Ma tengono banco anche le maglie delle nazionali europee che «contano» nel rugby mondiale: quella blu della Francia o la spettacolare bianca degli inglesi. Già, sempre loro.

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