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«SOLDATI»

Eroismi dell'esercito italiano tra l'armistizio e la liberazione

Questa è l'osservazione che nasce spontanea dalla lettura di Soldati, l'ultima fatica di Carlo Vallauri. Infatti, di fronte all'innumerevole letteratura dedicata alle formazioni partigiane, e in particolare a quelle socialcomuniste, pochissimo, tranne le pubblicazioni degli uffici storici delle diverse Armi, si poteva trovare sulla storia delle Forze Armate durante i quasi 18 mesi che dividono l'8 settembre 1943 dal 25 aprile 1945. Questa lacuna, che negli ultimi anni era diventata sempre meno tollerabile, anche per l'azione di riscoperta di questi aspetti della memoria collettiva condotta da molta parte della storiografia meno conformista, viene ora felicemente colmata da questo libro di sintesi, che si avvale sia della pubblicistica specializzata, sia degli archivi dello Stato Maggiore italiano e di quelli americani e inglesi.
Il filo della ricostruzione è cronologico-tematico, e non trascura nessuno dei tanti capitoli del dramma che coinvolse centinaia di migliaia di militari italiani sia sul territorio nazionale, sia, per la maggioranza, sui tanti fronti dove la guerra li aveva portati. Connazionali che si trovarono a vivere il trauma dell'armistizio, seguito immediatamente dalla reazione tedesca. Tutti destinati a scontare sulla loro pelle la debolezza oggettiva delle nostre forze armate, la repentinità del cambio di fronte e l'assenza di ordini e piani precisi.
La sorte di quel milione connazionali in divisa dipese molto dalle circostanze, dalla presenza di ufficiali coraggiosi, dalla zona di guerra dove si trovavano destinati. Oltre a Cefalonia, entrata ormai nella leggenda, vi furono molti altri episodi gloriosi di resistenza, dai Balcani all'Egeo, alla Corsica, ma anche su territorio nazionale. Episodi che coinvolsero non solo l'Esercito, ma anche l'Aeronautica e la Marina.
Oltre 600.000 uomini finirono nei lager, altri svanirono nel buco nero del «tutti a casa», ma molti altri diedero vita alle prime formazioni di resistenza, e soprattutto andarono a ricostituire l'esercito nazionale al Sud, combattendo eroicamente da Monte Lungo a Monte Marrone, e risalendo la Penisola fino alla Liberazione del Paese. Si trattò di un ruolo essenziale non solo sul piano militare ma anche su quello politico, in quanto costituì la premessa perché l'Italia potesse avere delle proprie Forze Armate nel dopoguerra.
Carlo Vallauri, «Soldati. Le forze armateitaliane dall'armistizio alla liberazione»,Utet, 494 pagine, 24,50 euro

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