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Pluripremiato dalla prosa scarna ed essenziale

Dopo aver studiato alla Cambridge University e alla York University, ha iniziato brillantemente la sua carriera di scrittore, tradotto in più di venti lingue e presto alla ribalta come uno dei maggiori scrittori inglesi viventi, pluridecorato con il Guardian Fiction Award e da noi con il Grinzane Cavour nel 1986 con il romanzo «Il paese dell'acqua». Ma non finisce qui. Prix du Meilleur Livre Etranger in Francia per il romanzo «Per sempre» nel 1995, e Booker Prize l'anno dopo per «Ultimo giro», apparso da Feltrinelli nel 1999, da cui è stato tratto un buon film di Fred Schepisi, intitolato «L'ultimo bicchiere». Nel 1990 Garzanti pubblicò un altro suo romanzo, «Via da questo mondo», anch'esso sintomatico ed esemplare di una tecnica narrativa molto singolare in un tempo come il nostro, poiché di fronte alle acrobazie linguistiche — che tanto spesso creano difficoltà ai poveri traduttori — Swift invece si avvale di una prosa scarna ed essenziale. Questa prosa mira alla realtà effettuale della cosa, così conquistandosi una larga fetta di lettori non semplicioni, si badi, ma che intendono l'arte romanzesca per quello che deve essere e non come personale esercizio espressivo.
W. M.

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