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di KATIA PERRINI ROMA sempre più vetrina per i giovani stilisti.

Una produzione che, in poche parole, vuole dire costi a totale carico di AltaRoma. Mentre Parigi «inventa» una strada con negozi a basso costo per gli stilisti in erba e Milano si prepara a seguirne le orme, la capitale sceglie politiche diverse. Il vicesindaco Maria Pia Garavaglia, che ha anche la delega sulla Moda, ce ne parla.
Quali sono gli obiettivi dell'amministrazione capitolina?
«Puntare sull'esperienza dei grandi per valorizzare i giovani che rappresentano la continuità di una tradizione artigianale tutta romana. Per questo scopo prima di tutto dobbiamo rafforzare AltaRoma, l'azienda a cui il Comune ha delegato la gestione del settore proprio per tenerlo fuori dal potere politico. Stiamo lavorando per renderla stabile finanziariamente affinché la programmazione degli eventi sia più semplice ed efficace. Abbiamo la più bella passerella a cielo del mondo, la nostra città. Che è anche una vetrina davvero unica».
Ma a questo proposito troppe volte sono stati posti ostacoli all'utilizzo dei nostri siti.
«È vero, ma ho incontrato Adriano La Regina, la cui severità ha tutta la mia simpatia e gratitudine. Il Sovrintendente però si è detto disponibile e credo che tra di noi si sia aperto un dialogo costruttivo».
Cosa pensa dell'idea dell'assessore milanese alla Moda Giovanni Bozzetti di offrire show-room in periferia a prezzi contenuti?
«Credo molto nella professionalità di Stefano Dominella (presidente di AltaRoma ndr) e mi sembra che sino ad oggi la nostra città stia facendo molto per i giovani. Rispetto a Milano noi abbiamo scelto una strada diversa, abbiamo deciso di stare al fianco dei giovani con tante iniziative. Prima fra tutte e la più importante, la produzione delle sfilate. Ai giovani stilisti vengono offerte le location, le modelle, la regia, le musiche, tutto».
E di pochi giorni fa la notizia che la Provincia non entrerà in AltaRoma come aveva annunciato e sembra stia seguendo strade tutte sue.
«Posso soltanto dire che da parte nostra c'è la più completa apertura. Sarebbe auspicabile lavorare in sinergia. In questo momento non mi sento di essere giudice delle decisioni altrui».
Da giugno scorso siede in Campidoglio. Ha un sogno nel cassetto che non è riuscita sino ad oggi a realizzare?
«L'anno prossimo Valentino festeggia i 45 anni di attività. Per celebrare questo importante traguardo mi piacerebbe poterlo riportare sulle passerelle capitoline».

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