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Monica Bellucci su Bruce Willis «Dà protezione»

L'attrice, a Praga per girare con Terry Gilliam, parla de «L'ultima alba»

Oltrechè splendida, naturalmente. Ma questo, di Monica Bellucci, lo sanno già tutti. Persino in America, dove Monica è ormai una star, anche se non ai livelli di popolarità raggiunti in Francia, paese in cui vive con suo marito, l'attore Vincent Cassel.
«Se mi sento più amata in Francia od in Italia? Bè, mi sento molto amata sia in Francia che in Italia» puntualizza subito l'attrice. Che ormai è una diva internazionale, al punto che per incontrarla dobbiamo raggiungerla a Praga, dov'è impegnata sul set del nuovo film di Terry Gilliam. «Devo sbrigarmi a tornare in Italia, altrimenti mi levano il passaporto - scherza Monica, cui il proprio paese manca come succede a tutti gli italiani all'estero - Ma dovrei farcela a venire per Natale. A proposito, ma che cos'è questo programma di cui ho sentito parlare... Come si chiama, sì, ecco... "L'isola dei famosi?"».
Adorabile. L'intervista con lei, però, riguarda l'uscita de «L'ultima alba», da oggi nelle sale, il suo primo, grande film hollywoodiano da protagonista femminile al fianco di Bruce Willis. Un filmone di guerra diretto da Antoine Fuqua (regista di «Training day», ma qui più vicino ai «4 dell'oca selvaggia») ed ambientato in Nigeria, dove Monica è una dottoressa alla Medici senza Frontiere che opera in un ospedale nella giungla nigeriana. Braccata dalle truppe governative dopo l'ennesimo colpo di Stato, verrà salvata insieme ai suoi pazienti da Willis e dai suoi marines, dopo un lungo e cruento inseguimento.
«Abbiamo girato alle Hawaii per tre mesi, in un clima positivo ma molto duro. Ero l'unica donna in mezzo ad un esercito di uomini tra polvere, sudore e fatica nel vero senso della parola. Eppure, lavorare con Bruce mi ha fatto sentire protetta». Un film, «L'ultima alba», in cui la Bellucci ha un ruolo lontanissimo da quelli di vamp che spesso il cinema le ha (comprensibilmente) assegnato. Coda di cavallo, vestita dall'inizio alla fine con un paio di pantaloni militari ed un camicia da uomo annodata in vita, Monica appare semplice eppure bellissima, come le dive anni '50 quando affrontavano con look essenziali i set dei loro film esotici, da «Mogambo» a «Le nevi del Kilimangiaro». Lanciando, a volte, con i loro costumi, persino delle nuove tendenze.
«Se faccio fatica a restare bella? (ride ndr) Ma non lo so, se è una fatica. Io sono come sono: mangio (vero! Siamo testimoni oculari di un pranzo a base di pizza, formaggi e dolci ndr) bevo e dormo senza farmi grossi problemi. Certo, buona parte del mio successo lo devo anche alla mia fisicità, inutile negarlo, ma proprio per questo io provo in ogni modo a diversificare i miei ruoli per non restare prigioniera solo del mio aspetto. È vero, continuo ad esempio a fare servizi fotografici in cui ad essere esaltato è proprio il mio look, ma io vengo dalla moda e le foto, comprese quelle osée, le ho sempre fatte. E continuerò a farle, magari anche per promuovere un film. Ma questo, ripeto, è solo un lato del mio lavoro d'attrice».
Ma è proprio il suo lavoro ad esporla continuamente al gossip. Recentemente, ha dovuto smentire ancora una volta la separazione da suo marito. Cosa fa, accetta la situazione e perdona tutti? «Forse sì - sospira - forse è questo il prezzo che devo rassegnarmi a pagare. Ormai, sui giornali, mi hanno già fatto separare almeno due volte. Voci completamente inventate ma proprio inventatissime!!! E poi per loro sarei rimasta incinta non so più quante. Che devo fare? Continuare a smentire? Tra l'altro, con mio marito è tutto ok. Qui a Praga mi ha raggiunto anche lui, mica ci siete solo voi!».

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