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di FAUSTO GIANFRANCESCHI TERMINA oggi a Parigi il Social forum europeo dei no-global, che ...

Ci vuole un pizzico di follia e una montagna di ignoranza storica per invocare un altro mondo, naturalmente del tutto diverso da quello attuale: torna potente il fascino dell'utopia, che sappiamo quanti disastri ha già prodotto, dalla versione giacobina a quella comunista.
Al forum sono presenti decine di gruppuscoli e di sigle, dagli anarchici ai marxisti, ai trotskisti. Insomma, è il vecchio che avanza. Nel mai dimenticato Sessantotto fu notato che la contestazione giovanile era in realtà la rivolta dei nonni (Marx, Mao) contro i padri; ora, più di una generazione dopo, si può legittimamente parlare delle rivolte dei bisnonni.
Infatti si sono visti a Parigi vecchi fantasmi come Toni Negri che inalbera il suo vessillo contro l'Impero contemporaneo o prossimo venturo, come il mitico Bifo che spara contro il riformismo di sinistra, come Luciana Castellina che, nonostante l'età, non rinuncia all'impegno giovanilista, come la marxista-leninista Rossana Rossanda. Ignoro se ci sono, come sarebbe giusto aspettarsi, i rappresentanti di una generazione meno anziana, ma depressa per grave astinenza dai girotondi (da troppo tempo non girano più, che cosa è successo?), quali Nanni Moretti, Pancho Pardi, Paul Ginsborg, Gianni Vattimo, Antonio Tabucchi. Ma suppongo non si lascino scappare la bella festa che sembra fatta su misura per loro, per l'esibizione del loro narcisismo, mentre in Italia soffrono un momento di stanca dopo la defezione bolognese del loro leader naturale e acclamato Sergio Cofferati.
Le due linee di idee principali sostenute dagli «altromondisti» a Parigi sono il disarmo degli eserciti, ossia il no assoluto alla guerra e l'intervento radicale nell'agricoltura contro gli «organismi geneticamente modificati». Sono davvero cose dell'altro mondo, sostenute dall'isteria gruppettara, non da seri ragionamenti politici. Il no assoluto alla guerra è fuori di qualsiasi possibilità umana; torna alla memoria, oggi applicabile al terrorismo, un infame slogan degli anni Sessanta e Settanta: meglio rossi che morti. Ossia, relativamente alla realtà odierna, disarmiamoci e consegnamoci ai terroristi.
Per quanto riguarda l'agricoltura, non si può più notare una sorprendente coincidenza: proprio in questi giorni si è svolto in Vaticano un convegno ad alto livello scientifico sugli organismi geneticamente modificati. Un parere definitivo sarà espresso fra qualche mese in un documento ufficiale della Chiesa, ma sono già trapelate le indicazioni di fondo: pur con i necessari controlli e le necessarie garanzie, gli Ogm possono arrecare un beneficio all'umanità. Il concetto centrale è stato espresso dal cardinale Ersilio Tonini: «La Chiesa ha il dovere di raccogliere il grido dei disperati. Se il cibo transgenico consente davvero di sfamare un miliardo di poveri sarebbe un crimine sbarrare la strada agli Ogm». Insomma la Chiesa, pur con la sua millenaria prudenza, mostra di essere più giovane e aperta dei no-global.
Certo, riducendo tutto all'egoismo personale, non fa piacere che i cibi perdano ogni giorno più sapore; ma è un sacrificio che si può fare se serve ad aiutare gli affamati. D'altronde già Flaubert ironizzava nel suo dizionario dei luoghi comuni: «Le albicocche non sono più quelle di una volta». Chissà quanto erano buone le albicocche originarie, ma non lo sapremo mai. Pazienza, al mondo c'è di peggio.

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