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Ai margini del G8 di Genova




DOPO le due commedie "quasi" all'italiana di «E allora mambo» e «Tandem», attraversate da qualche cipiglio sociologico, Lucio Pellegrini tenta, almeno in parte, le strade del cosiddetto "cinema civile". Con un film ineguale, però, che pur acceso da certe fiammate di impegno, resta molto ai margini di quegli eventi del G8 a Genova di cui, anche se tuttora al vaglio definitivo della magistratura, se ne vorrebbe tentare una interpretazione mobilitando black-blok, polizia e centri sociali.
Si comincia con David al quale manca un solo esame per laurearsi alla Scuola Normale di Pisa. Attorno però altri studenti si preparano invece al G8 facendo prove di sommossa e poi c'è una ragazza che è anche la ragazza di un amico di David... Tutto precipita. Per seguire gli altri (e la ragazza), David non sostiene l'esame, mettendo a rischio il suo avvenire professionale, e si lascerà coinvolgere a Genova in una serie di vicende ora drammatiche, ora violente, ora anche sentimentali, che alla fine lo vedranno, un po' deluso, tornare a inserirsi nella strada che aveva lasciato. Pur pensando, in qualche modo e con altre forme, di riprenderla.
Varie contraddizioni di toni: le piccole rivolte universitarie collegate a fatica con quelle che vorrebbero essere delle rivoluzioni, il carattere del protagonista con troppe oscillazioni e poco compiuto, un piccolo coro attorno in cui delle vere fisionomie stentano a proporsi. Esitando, alla fine, a concludere. Nonostante una voce narrante tenti di tirare le somme.
G. L. R.

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