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I RISULTATI DI UNO STUDIO COMPARATO NEGLI USA

Le diete? Tutte buone per perdere (poco) peso

Un gruppo di ricercatori americani ha smitizzato l'effetto "magico" di una teoria di nutrizione rispetto ad un'altra, mettendo a confronto, per un anno, le quattro più popolari diete negli Stati Uniti.
No a carboidrati, sì a carboidrati, no a grassi, sì a grassi: tutte le diete prese in considerazione sono estreme nella loro convinzione di avere il segreto del dimagrimento. Ma dopo un anno tutte e quattro hanno dato lo stesso risultato: una modesta perdita di peso, molto inferiore alle aspettative dei partecipanti, accompagnata da un sensibile abbassamento dei fattori di rischio, come il colesterolo, per le malattie cardiache. Condotto da ricercatori della Tufts University di Boston in Massachusetts e finanziato un parte da fondi federali, allo studio hanno partecipato 160 persone, tutte sovrappeso o addirittura obese, di età comprese tra i 22 e i 72 anni. Il peso medio del gruppo era di 100 chili.
I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi di 40 ciascuno, ai quali è stata assegnata una delle seguenti diete: la Atkins, la dieta di moda in questo momento, che predica un abbondante consumo di grassi e proteine e zero carboidrati; la Weight Watchers, basso consumo di grassi, la Ornish (vegetariana, senza grassi) e la Zone, una via di mezzo che si basa su un indice glicemico, cioè sulla capacità dei cibi di far alzare il livello degli zuccheri nel sangue. Un altro denominatore comune delle quattro diete: sono dure da seguire, alla lunga. Dopo solo due mesi, il 22% del campione aveva abbandonato l'impresa. Dopo un anno, il 35% ha rinunciato alle diete Weight Watchers e Zone mentre il 50% ha interrotto le diete Atkins e Ornish.
Lo studio è stato presentato al meeting di Orlando, in Florida, dell'American Heart Association, nell'ambito del quale è arrivata una conferma della bontà della dieta mediterranea, che travolta della mania della tolleranza zero per i carboidrati trascorre negli Usa un momento di brutta fama. Anche la dieta mediterranea fa bene al cuore: riduce i sintomi di infiammazione, che è uno dei fattori che elevano il rischio di malattia cardiaca.

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