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C'ERA UNA VOLTA...

Come avvenne che il principe Renzotto riuscì a beffare il serpente ingannatore

Il serpente fatato e ingannatore vedeva sparire la selvaggina e decise di vendicarsi. Si trasformò nel più bel giovane che si possa immaginare e andò a fare la corte alla moglie del principe. La principessa era molto altezzosa e sdegnosa con tutti, ma entrò subito in simpatia con il serpente e accettò la corte. Disse il serpente: «Come ci possiamo liberare del principe?» E la moglie: «Ci penso io». Fece finta di cadere malata e disse: «Sono mezza morta, ho bisogno di fare il bagno nel latte di orsa». «Va bene», disse Renzotto. Partì con la sua muta da caccia, andò per monti e foreste e alla fine trovò un'orsa. L'orsa terrorizzata nel vedere il grande cacciatore gli disse: «Ti darò tutto quello che vuoi». «Voglio il tuo latte». L'orsa gli dette il latte ed anche un orsacchiotto per regalo.
Tornò a casa, la moglie si fece il bagno nel latte di orsa e per una settimana stette bene. Passò un'altra settimana: «Ah, Dio mio, non ce la faccio a campare! Se avessi un po' di latte di lupa». «Va bene«, disse il principe. Andò nella foresta, trovò la lupa che disse: «Principe sono ai tuoi comandi». «Dammi un po' di latte». La lupa gli dette il latte e gli regalò anche un lupacchiotto. Il principe tornò, la moglie fece il bagno. Altra settimana di tranquillità poi.. : «Oddio, ho il mal di testa, non ce la faccio, non resisto, sto per morire. Mi serve il latte di leonessa», disse la principessa. La cosa era più difficile dato che la leonessa è un animale esotico e da quelle parti non s'era mai visto. Il principe traversò mari, valli e foreste, trovò la leonessa la quale si sottomise e disse:«Sì, sei un grande cacciatore». «Dammi il tuo latte». La leonessa gli dette soltanto il latte. Tornò il principe Renzotto, la moglie sembrava stare bene e disse: «Sì, sto bene, ma sono diventata bruttissima, vammi a prendere la polvere magica che è nel mulino del diavolo».
Il principe andò con la sua muta nel mulino del diavolo. C'erano dodici porte chiuse con i chiavistelli, ma il principe le trovò tutte spalancate. Entrò e prese la polvere magica nel mulino del diavolo. Uscì, ma le porte si chiusero di scatto e la sua muta restò dentro.
Solo il corvo riuscì a fuggire. A casa Renzotto trovò che il serpente fatato spadroneggiava nel castello; aveva in mano un cappio di seta e diceva: «Io ti devo impiccare, Renzotto, ormai è finita». Disse il principe: «Fammi ancora cantare tre canzoni, le ho cantate il giorno che mi sono sposato, le voglio cantare il giorno che morirò». Cominciò a cantare la prima canzone, e il corvo gli volò sulla spalla e disse: «Coraggio, principe, la tua muta ha già rotto quattro porte». Renzotto cantò la seconda canzone e il corvo disse: «Coraggio, principe, la muta sta arrivando, mancano solo tre porte». Il serpente disse: «Svelti, svelti finiamola». «No, voglio cantare l'ultima canzone». Il principe cantò l'ultima canzone, la muta ruppe le ultime porte, arrivò al castello correndo: erano lupi, cani, sparvieri e falchi. Saltarono addosso al serpente e lo fecero in mille pezzi. Poi cacciarono la moglie. E il principe visse sereno.

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