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Il design made in Italy è conosciuto in tutto il mondo.

Da qui la necessità di affrontare le problematiche recentemente emerse a livello industriale e produttivo, nell'ambito del Primo Incontro Nazionale con il Design, una due giorni chiusasi ieri.
Promosso dall'ADI, che rappresenta l'intero sistema del Design italiano, dal Consiglio Nazionale delle Associazioni per il Design (CNAD) e dal Coordinamento Universitario Nazionale del Design Industriale, il convegno ha permesso l'apertura di un dialogo tra gli operatori del settore e le Istituzioni. Il design è stata riconosciuto da tutti i politici intervenuti nell'arco dei sei dibattiti, un patrimonio di creatività da proteggere e valorizzare. Ma il riconoscimento istituzionale e gli elogi non sono sufficienti per far fronte al mercato internazionale. Paesi come la Spagna sostengono lo sviluppo del design con finanziamenti sostanziosi. L'Italia rischia di perdere competitività. Il presidente del CNAD, Riccardo Scarlatti, considera insufficiente la somma di 35 milioni di euro, stanziata dal governo per il 2004, così come la detassazione nel campo della ricerca, proposta da Adolfo Urso, Vice Ministro per le Attività Produttive. Gli operatori del settore vorrebbero essere coinvolti nei lavori pubblici, nella costruzione di scuole e ospedali per esempio. Il governo è contrario. La designer Giovanna Talocci risponde: "Un progetto di design di qualità non aumenta i costi. Li abbatte."
A. B. D. S.

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