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GUCCI, ADDIO!

Tom Ford e Domenico De Sole vanno via

Il marchio Gucci, a partire dal prossimo aprile 2004, dovrà fare a meno del suo direttore creativo, Tom Ford, e del presidente e amministratore delegato, Domenico De Sole. Un duo «esplosivo» che in un decennio ha trasformato la casa fiorentina delle doppie «G» in un colosso del lusso. Con tanto di fashion-victims in fila per accaparrarsi nei negozi di tutto il mondo le creazioni del fascinoso texano. Borsette cult e abiti per donne eleganti, speciali.
Ford e De Sole oggi hanno deciso di lasciare, consapevoli del loro grande potere d'acquisto fuori dalla società. E dire che meno di un mese fa, Serge Weinberg, presidente del gruppo Pinault Printemps Redoute (proprietario del marchio per il 66,5%) aveva annunciato che l'acquisizione del 100% di Gucci era questione di ore come l'accordo per il rinnovo del contratto a Ford e De Sole (che invece scade il 30 aprile). Ma le cose sono andate diversamente.
I MOTIVI DEL CONTENDERE — Avevano «sogni diversi», come li ha definiti De Sole. Da Pinault, lo stilista e il presidente volevano carta bianca. Ma l'azionista di maggioranza di Gucci ha fatto sentire la sua voce e alla fine è stata rottura. È fonte di perplessità per molti analisti la decisione di PPR di dare la scalata a Gucci, un'operazione ritenuta molto costosa e rischiosa. Per mettere le mani su Gucci e sottrarlo al rivale LVMH, PPR sborserà complessivamente 7,3 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi per il primo 40%, 896 per riprendere la quota di LVMH e il resto per arrivare al 100%. Secondo le voci che circolano in Francia, alla separazione si sarebbe arrivati a causa delle pretese economiche di De Sole e Ford, all'insuccesso del rilancio di Yves Saint Laurent, all'ambizione di Ford di controllare le collezioni delle due case e anche ai difficili rapporti tra l'amministratore delegato di Gucci e Weinberg.
PAROLE D'ADDIO E PROMESSE — I due artefici del rilancio di Gucci, che manterranno il loro impegno sino al 30 aprile, hanno promesso che non faranno concorrenza alla loro azienda del cuore e si sono detti addio così. Tom Ford (che comunque firmerà la prossima collezione autunno-inverno): «È con grande tristezza che penso al mio avvenire senza Gucci. Negli ultimi 13 anni questa società è stata la mia vita». Domenico De Sole: «Gucci è stata una delle grandi passioni della mia vita. Voglio ringraziare Tom, che con il suo genio creativo ha reso possibile questa meravigliosa avventura». L'azienda: «Abbiamo un grande debito di riconoscenza nei confronti di Domenico e Tom».
I SUCCESSORI — Voci insistenti parlano di Alexander McQueen al posto di Tom Ford. Weinberg, numero uno di Ppr, ha invece escluso la propria candidatura alla carica di amministratore delegato, ipotizzata dagli analisti, e ha assicurato che verrà scelta una figura appropriata per tale ruolo.
DOVE VANNO FORD E DE SOLE — L'attuale presidente e a.d. di Gucci ha detto di volersi ritirare a vita privata per dedicarsi di più alla famiglia. Non resterebbe comunque «disoccupato» perché è nel consiglio d'amministrazione della Bausch & Lomb e della Procter & Gamble. Indiscrezioni però lo vedrebbero legato al nome Versace. Riguardo Tom Ford, si è parlato di un passaggio a Fendi. Coloro che amano lo stile del direttore creativo della griffe fiorentina, invece, vorrebbero che creasse un marchio tutto suo. Magari con la collaborazione di De Sole.

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