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di LUCIANA VECCHIOLI AMORE e passione, si può vivere senza questi sentimenti? Sembra proprio di no.

Il racconto di una lunga ed emozionante favola d'amore ambientata nella Bologna del dopoguerra. Un passato da musicista e produttore, Lo Giudice inizia così la sua attività da regista di lungometraggi con all'attivo videoclip e cortometraggi. La pellicola è tratta infatti da un suo breve filmato del '97 «13 storie d'amore» che gli valse anche «L'Oscarino d'oro».
La colonna sonora è firmata da Lucio Dalla che ha voluto includere il brano, che prende il titolo del film, nel suo ultimo cd. «Ho visto "Prima dammi un bacio" in fase di montaggio e mi ha molto colpito la storia con dei sentimenti così liberi e fluttuanti - ha detto il cantautore rivelando di aver avuto Lo Giudice tanti anni fa nella sua band in veste di chitarrista - Per toni e profondità si avvicina ai grandi romanzi russi dell'Ottocento. Il testo della canzone l'ho poi scritto di getto».
Una trama epica e romantica che si snoda lungo quarant'anni. «Incarno una donna divisa tra due opposte tensioni - spiega il suo personaggio, Adele, Stefania Rocca - Da una parte un amore nato da bambini ed inseguito per tutta la vita e dall'altra la società e le convenzioni che mi porteranno ad allontanarmene».
Per la prima volta nei panni di un prete invece Luca Zingaretti che minimizza e dice che da poliziotto alla tonaca non cambia granchè. «La vera differenza risiede nel percorso interiore del personaggio - ha detto l'attore in procinto di indossare nuovamente i panni del commissario Montalbano - Più che un testimone della fede nel senso convenzionale del termine, sono un rappresentante dell'anima». Fino a dicembre sarà sul set di Roberto Faenza per il film sulla storia di padre Puglisi, Zingaretti non vorrà mica abbandonare la televisione? Chiedono i giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione della pellicola. «Niente affatto - risponde - Per un attore è importante recitare e fare quello che ritiene migliore per lui. Che poi lavori per la televisione, il cinema o il teatro poco importa».
Quello che l'ha più intrigato della storia, dice, è la semplicità. «Sono stato subito conquistato dalla sceneggiatura, perchè tutto sommato è completamente libera dai soliti luoghi comuni. Credo sia un film che fa star bene chi lo vede, ed in questo periodo forse se ne ha più bisogno». Per la prima volta recita la parte di un prelato, che rapporto ha con la religione? «Molto personale, nel senso che non sono osservante. La fede è una componente importante della mia vita. Ho studiato dai preti e giocato a pallone all'oratorio ma non pratico, prego molto per conto mio».

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