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Sempre più piccoli e trasformisti

Il telefonino è ormai un pezzo irrinunciabile della nostra vita di tutti i giorni e diventa via via sempre più una vera e propria mania. Un oggetto da avere, mostrare e magari utilizzare. Non puoi fare un metro senza avere il fedele compagno infilato nel taschino della giacca, nella borsetta o aggrappato al collo stile monile tribale. E lui, il telefonino, si aggiorna, non resta impassibile alle mode del momento ma le veste, le sfrutta, ne risale la corrente fino a diventare lui stesso moda, costume, must del momento. Noi italiani poi, nel far diventare culto gli oggetti, siamo i campioni del mondo. Ecco allora che il mercato della telefonia mobile spalanca le sue enormi fauci e rovescia nelle vetrine il meglio del momento. Ce ne è davvero per tutti i gusti. Piccoli, piccolissimi, ancora più piccoli, fino all'inverosimile, pronti a trasformarsi in altre cose o a mimetizzarsi in abbigliamento e accessori. C'è quello che si trasforma a orologio, quello a collana e poi quello ancora che fa praticamente tutto. Già, perché telefonare con questi oggettini infernali diventa poi l'ultima cosa. Puoi mandare messaggi in tutte i linguaggi telematici possibili, sms, mms, foto, filmati e chi più ne ha, più ne metta. Poteva mancare il modello stile James Bond? Una sorta di penna che s'infila nel taschino della giacca. Si ma fa tutto anche quello? Certo, telefona, «messaggia» e soprattutto può registrare chiacchierate da un quarto d'ora. E poi sotto, con video-micro-camere digitalizzate, masterizzate, multimediali, che collegano tutti a tutto e possono emulare i computer dell'ultima generazione. Non c'è più tregua e per restare al passo con i tempi, non si può far altro che aggiornarsi e cedere qualcosa in cambio. Un esempio? La privacy. Già, perché quello è un altro discorso. Non è tutto oro ciò che luccica. Perché se da una parte la possibile di connettersi al mondo trasmette una sensazione di libertà e padronanza sui rapporti interpersonali, dall'altra l'effetto scatenante è esattamente contrario. La nuova tecnologia va nella direzione opposta, forse perché si tratta di un servizio. L'ultimo ritrovato è una sorta di video-conferenza in diretta. «Ciao amore, dove sei?» recita lei nello spot dei una nota casa del settore. «In riunione cara...» risponde lui preoccupato... «fammi vedere»: è il gioco è fatto. Il grande fratello, l'occhio orwelliano incubo delle «vecchie» generazioni è già qui. E stavolta non è una imposizione dittatoriale, ma un must mediatico che, oltretutto, bollette alla mano, non costa poco.

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