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INTERVISTA AL REGISTA DI «SWIMMING POOL»

Ozon: «In quella piscina il tormento del processo creativo»

«Swimming pool» l'ultima fatica di François Ozon dai toni da giallo psicologico, regista francese famoso in Italia per «Otto donne e un mistero», è da ieri nelle sale di tutta la Penisola. «Negli Stati Uniti ha riscosso un inaspettatto successo di pubblico - ha detto il giovane talento d'Oltrealpe di passaggio nella Capitale accompagnato da una delle protagoniste della pellicola Ludivine Sagnier. L'altra, assente per motivi di lavoro, è la brava Charlotte Rampling - In Francia ha contato circa 700 mila ingressi. È stato un po' penalizzato, forse sarebbe stato meglio farlo uscire dopo l'estate».
Qual è stato il punto di partenza di questo nuovo film?
«Dopo "Otto donne e un mistero" ho sentito il bisogno di tornare a qualcosa di più semplice ed intimo, con meno personaggi. Charlotte è stata la prima alla quale ho pensato perchè "Sotto la sabbia", che abbiamo fatto insieme, è stata una bella esperienza per entrambi».
Perchè un film sul processo creativo?
«Anche per me creare richiede all'inizio isolamento e solo dopo l'apertura al mondo. Il personaggio interpretato dalla Rampling potrebbe essere il mio alter ego».
A distanza di mesi, che opinione si è fatto circa le polemiche sorte a Cannes sulla mancata premiazione di alcuni film francesi dati per favoriti, tra i quali il suo?
«Andare a Cannes è importante. Ma non si va lì solo per vincere, ma per presentare il proprio lavoro. Spesso però ci si lascia prendere da questo perverso ingranaggio della competizione. Certo, si rimane delusi. Tuttavia passa presto. Subito dopo ho realizzato un nuovo film».
Ci può anticipare il titolo?
«Non l'ho ancora deciso. Posso solo dire che è in fase di montaggio ed alcune scene sono state girate in Sardegna, già acquistato dalla Bim che lo distribuirà in Italia. Una lunga storia d'amore con protagonisti Valeria Bruni Tedeschi e Stephan Freiss».
La piscina in «Swimming pool» è un elemento forte. C'è forse qualche riferimento al classico «La piscina» di Jacques Deray del '68?
«Quando ero ragazzo i miei genitori mi impedirono di vedere quel film, che però ho deciso di conoscere ma solo dopo aver realizzato "Swimming pool", per non farmi influenzare».

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