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Grant: «Fossi ministro abolirei la tv»

L'INTERPRETE DI «LOVE ACTUALLY»

E pensare che sono scarpe inglesi!». Un po' frivolo, come sempre, ma bello, sorridente e autoironico Hugh Grant presenta alla stampa il suo nuovo film «Love actually» («L'amore davvero»), che in Italia uscirà il 14 novembre. Diretto da uno specialista in commedie romantiche fortunatissime al botteghino come Richard Curtis (regista di «Quattro matrimoni e un funerale» e «Notting Hill», ma anche sceneggiatore del «Diario di Bridget Jones» ) «Love Actually» è un collage formato da una decina di storie d'amore che prendono il via a metà novembre e culminano come da tradizione nella notte di Natale.
Fra i tanti, bravissimi attori che rappresentano quanto oggi c'è di meglio nel cinema inglese (da Liam Neeson a Colin Firth, passando per Rowan "Mr.Bean" Atkinson, Emma Thompson e Keira Knightley appena vista accanto a Johnny Depp nella «Maledizione della prima luna») Hugh Grant ha un ruolo davvero particolare. Nei panni del primo ministro britannico fresco di elezione, entra al n. 10 di Downing Street e, da bravo scapolo, s'innamora a prima vista di una delle sue collaboratrici (Martine Mc Cutcheon, una rivelazione). Un amore contrastato ma sincero, al punto da gelare le relazioni con Washington dopo che l'ignaro ma arrogante presidente Usa (Billy Bob Thornton in un gustoso cameo) si prende qualche libertà proprio con la ragazza. Famosissimo lui, sconosciuta lei: il meccanismo di «Notting Hill» è rovesciato, ma funziona sempre. Ed alla perfezione.
Come funzionano le risposte di Hugh Grant anche alle domande più incredibili, come quelle (numerose) che riguardano il suo aspetto fisico. «Volete sapere cosa faccio per mantenermi bello? Bene, sappiate che oggi ci sto meno attento di una volta, anche se per rassodarmi le natiche provo ogni giorno a camminare per un'ora stando seduto per terra. Un metodo sicuro, ma con me credo che non abbia funzionato!».
Grant nel film è primo ministro solo per un paio d'ore. Ma se lo fosse per un giorno intero, quali sarebbero i suoi primi provvedimenti? «Bè, innanzitutto devo dire che non sarei un buon politico per il semplice fatto che sono corruttibile. Basti sapere che ogni volta che vengo a Roma sono felice perché è la patria dei due politici che preferisco, e cioè Nerone e Caligola! Se insistete allora vi dico che come primo ministro io adotterei subito delle misure piuttosto drastiche. Ad esempio, abolirei la tv. Ha corrotto la mia vita, quindi voglio evitare che corrompa anche quella di altre persone e poi - stavolta Grant sorride provocatoriamente, rivolgendosi ai giornalisti - credo che vieterei l'uscita di quasi tutti i giornali...»-
È molto tempo che dichiara di voler smettere di recitare. Ma intanto lo vediamo continuamente in nuovi film. E sempre e solo commedie... «Sì, è vero, e me ne scuso. Lo ammetto, sono almeno vent'anni che dico di voler farla finita con la recitazione e poi sono sempre qui. Penso voglia dire che questo mestiere, in fondo, mi piace. Insomma, non è vero che voglio smettere. Quanto ai ruoli che mi offrono, quando non ero famoso li sceglievo in base ai soldi che mi offrivano ed alla quantità di belle donne che avrei potuto incontrare sul set. E oggi bè, oggi li scelgo esattamente con lo stesso criterio! Ma no, scherzo, ora ho semplicemente la possibilità di scegliere i miei ruoli in base alla qualità con cui sono scritti. Solo questo. Io credo che un po' d'ironia aiuti qualsiasi film. Se poi vogliono a tutti i costi un attore drammatico, bene, allora chiamino Ralph Fiennes!»

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