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di MARIDA CATERINI DIVENTANO sempre più rare le produzioni televisive rivolte al pubblico ...

E da anni, dopo la chiusura di «Solletico» su Raiuno, è stata oramai dichiarata estinta la vecchia, cara Tv dei ragazzi. Le reti, pubbliche e private, ragionano soltanto in termini di cartoni animati. Nonostante la recente tendenza miri all'incremento della produzione made in Italy, con cartoon di spessore educativo, la maggior parte dell'animazione che approda sul piccolo schermo italiano è ancora di importazione.
«La Tv generalista italiana privilegia la programmazione destinata alla più ampia fascia di pubblico in nome della corsa all'audience», spiega Sergio Manfio, responsabile del settore creazione e regia del gruppo Alcuni di Trieste, che produce animazione italiana. «Purtroppo la Rai, lungi dall'investire in una programmazione che stimoli la creatività dei bambini e ne incentivi la riflessione, ha rincorso Mediaset riproponendo una animazione di importazione non idonea alla fascia infantile ed adolescente di pubblico a cui pure è rivolta, perché intrisa di messaggi diseducativi», continua Manfio. Ma la programmazione di cartoons nasconde un'ulteriore serie di insidie che sfruttano, addirittura, la possibilità da parte dei bambini, di influire sulle decisioni dei grandi.
Poiché, in ossequio ad una legislazione di validità europea, le trasmissioni dedicate all'infanzia non possono essere interrotte dagli spot, si è affermata la tendenza a ridurre le storie raccontate nei cartoni animati a soli sei minuti.
Aggirando, in questo modo la legge, la pubblicità arriva puntuale dopo il consueto intervallo di tempo di una emittente commerciale. Ed è una pubblicità mirata perché riconosciuta come un indicatore dei consumi non solo dei bambini ma anche dei genitori. In quest'ottica, infatti, le réclame, inserite all'inizio ed alla fine dei programmi per l'infanzia, riguardano, oltre giocattoli, giochi e gadget legati ai vari personaggi resi noti dai cartoons, anche la patinata presentazione di nuove autovetture, riconoscendo ai bambini la capacità di incidere, con i propri gusti, sulla scelta dei genitori per l'auto da acquistare. Il depauperamento della programmazione per ragazzi, fa registrare la sparizione, da due anni, di programmi contenitori come «Il sabato dello Zecchino».
Sul pomeriggio di Raidue va in onda quotidianamente «Art attak», condotto da Giovanni Mucciaccia. Ma è un format della Walt Disney che va in onda in tutto il mondo. Resta a presidiare una residua creatività progettuale per l'infanzia, Raitre con una serie di trasmissioni quali «Screen saver», una striscia quotidiana che si allunga ad un'ora il sabato, riservata ai ragazzi da 12 anni in su. Dal prossimo dicembre, è prevista l'estensione alla mattina del fine settimana della «Melevisione» con all'interno una rubrica dal titolo «È domenica papà».
Verranno evidenziate tutte le iniziative per ragazzi ed adolescenti, presenti sul territorio nazionale. Paolo Ruffini, responsabile della terza rete sottolinea anche la presenza del GT ragazzi condotto da Paola Sensini e di alcune rubriche sugli animali all'interno di «Geo & Geo», contenitore sull'ambiente condotto da Sveva Sagramola. L'ultima vexata quaestio riguarda la programmazione dei cartoni animati alle 7.30 del mattino. Mentre ci si interroga sulla opportunità che i bambini vedano la Tv prima dell'impegno scolastico, l'Auditel informa che quella mattutina è una delle fasce orarie più seguite proprio per la presenza dei cartoons.

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