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S'inaugura domani nella capitale andalusa il maggiore museo dell'artista

Picasso, Malaga e i versi erotici del Carnevale

Quest'anno, però, la festa assume un sapore più intenso. Domani mattina alla presenza del re Juan Carlos, in una antica strada centrale a due passi dalla casa natìa di Picasso, si inaugura un nuovo grande Museo dedicato all'artista. Assieme ai due musei picassiani di Parigi e di Barcellona, quello di Malaga presenta qualcosa in più, perché nelle sue dodici sale sono rappresentati tutti i momenti cruciali della lunga e variegata vita artistica di Picasso.
Davanti alla casa natale del pittore nella storica plaza de la Mercedes, oggi restaurata e trasformata in fondazione culturale, i ricordi diventano vivi quando Maya, una delle figlie di Pablo Picasso e di Marie-Therese Walter, sollecitata dalla sua amica Mariluz Reguero, direttrice della Fondazione della Casa di Picasso, ricorda quando venne qui per prima volta.
«Mio padre mi parlava spesso di Malaga, e soprattutto dei suoi profumi. Me ne parlava nel tipico modo struggente con cui ci si riferisce alle cose più care che non tornano più». Spiritosa come suo padre, la donna, che ora ha 68 anni, ha chiesto a Mariluz di guidarla attraverso i vicoli del «casco antiguo» per continuare a scoprire luoghi inediti dove Picasso, allora esiliato, la inviava in avanscoperta per poi farsi riferire dal vivo impressioni e immagini dell'amata Malaga. «Una delle qualità che mio padre desiderava inculcarmi - afferma Maya scuotendo la chioma rossa - era la modestia. Si possono avere i soldi, diceva, ma mai si deve perdere questa qualità».
Lungo questo stesso itinerario, facilitato dal clima qui ancora quasi primaverile, oggi ci fa compagnia Eugenio Chicano, uno dei più apprezzati pittori di Malaga e grande amico di Picasso. Chicano è vissuto molti anni in Italia dai primi degli anni Settanta, dapprima a Verona ospite dello scultore Berrocal, poi a Milano ed a Roma, dove frequentava Rafael Alberti, Maccari, Vespignani, De Chirico, Guttuso, Pasolini, Fiume, Cantatore, Elsa Morante, Sanesi e Vinicius de Moraes. «Ci sarebbe piaciuto avere Picasso con noi. Con l'artista che allora viveva a Cannes - ricorda Chicano - quasi ogni sera ci sentivamo per telefono. A volte ero io a chiamarlo, ma spesso lo faceva lui, soprattutto quando la nostalgia di Malaga si faceva più forte. Quasi sempre, prima di congedarci, intonavamo i brani dei "canti erotici" tratti dall'antico carnevale flamenco. Ridevamo e lui prendeva diligentemente nota dei versi più piccanti e maliziosi contenuti nei testi, e la sera dopo li cantavamo ancora».
Adesso, con l'apertura del nuovo museo, Malaga si riconferma centro picassiano mondiale per eccellenza. Ma la vera essenza di Picasso forse è ancora nelle vecchie piazzette dove, aiutati dal ricordo di chi lo conobbe, risuonano i versi erotici del carnevale flamenco.

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