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Dai R.E.M. un best e tanta ironia sugli Usa

Così debutta un sarcastico Michael Stipe, cantante e leader dei R.E.M., in occasione della presentazione a Milano della raccolta «In Time: The Best of R.E.M. - 1988-2003». «Le cose in America ultimamente non vanno molto bene. La colpa è dei media, impegnati solamente a dare troppe informazioni poco rilevanti. Ecco perché poi ci ritroviamo un presidente come Bush e un governatore in California del calibro di Arnold Schwarzenegger. Il fatto che abbia vinto soltanto perché è un attore famoso, la dice lunga sui giorni difficili che stiamo attraversando». E «Bad Days» (oltre al rock spigoloso di «Animal») è l'unico inedito incluso nel nuovo disco, accompagnato da un videoclip che vede i tre componenti del gruppo nei panni di frenetici telegiornalisti. «Si tratta di una canzone che abbiamo scritto nel 1986, sino ad oggi inedita - spiega Stipe nel suo look nero Gucci elegante ed esistenzialista - e abbiamo deciso di darle una nuova vita perché era arrivato il suo momento. Il brano, rispecchia, infatti, il disagio di molti americani nei confronti dell'attuale amministrazione». La band, che domani in tv ci andrà davvero per un'incursione nella trasmissione «Quelli che il calcio», se la prende anche con il mercato discografico, e Stipe polemizza con le classifiche di vendita del suo paese, che pure lo hanno premiato in 23 anni di music-business con 50 milioni di copie vendute: «La buona musica non è certo quella che passa in radio e in tv e il mercato è chiuso e miope».

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