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Uscirà il 24 ottobre il nuovo film ispirato alle gesta della piratessa Ching

A testimonianza di ciò il pubblico delle grandi occasioni che ieri mattina al cinema Barberini di Roma è accorso ad ammirare l'anteprima dell'ultimo lavoro del maestro del nostro cinema, «Cantando dietro i paraventi», girato tra il lago di Scutari in Montenegro e Cinecittà. Il primo riconoscimento oggi a Bologna dove gli verrà consegnato il Premio Montaignè 2003. Una favola pacifista, anche con riferimenti ai valori cristiani, come lo stesso regista l'ha definita, ambientata nella Cina di fine '700 delle razzie dei pirati in conflitto con l'imperatore. «Una riflessione per continuare a parlare dell'inutilità della guerra come avevo già fatto con "Il mestiere delle armi" - spiega Olmi - nel finale di quel film i generali raccomandavano di non usare più le armi contro l'uomo. Non possiamo negare che in questo momento avvertiamo tutti una inquietudine alla quale non riusciamo a dare risposte, nonostante le continue rassicurazioni che ci giungono dall'alto».
Protagonisti dell'apologo, i cui riferimenti storici sono i documenti conservati negli archivi di Pechino e l'opera del poeta cinese Yuentsze Yunglun dedicata alla piratessa Ching, pubblicata a Canton nel 1830, sono una coppia di giovani artisti di origine giapponese al loro esordio cinematografico: Jun Ichikawa (figlia di cantanti lirici da 13 anni in Italia) e Makoto Kobayashi (scultore con una mostra in allestimento a Venezia). Nella parte di un vecchio capitano di marinerie vagamente spagnolesche, un Carlo Pedersoli (alias Bud Spencer) che non ti aspetti, qui per la prima volta in un ruolo cosiddetto "serio" rispetto alle commedie spaghetti-western o pugilistico-buoniste nelle quali siamo abituati a vederlo.
«Ho fatto il più bel film della mia vita - ha detto quasi commosso il popolare attore - dopo 104 film e 36 anni di carriera dove ho menato le mani in risse, scazzottate e quant'altro ho conosciuto un cinema diverso. Sul set ogni mattina ero quasi imbarazzato all'idea di lavorare con Olmi, lui mi ha tirato fuori qualcosa che non ero mai riusciuto ad esprimere».
Costato 10 milioni di euro, prodotto da Luigi Musini e Roberto Cicutto in coproduzione con Rai Cinema, partner inglesi e francesi, con il sostegno di Eurimages e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la pellicola sarà nelle sale italiane venerdì prossimo con circa 120 copie. «C'è già anche una distribuzione americana della Miramax» ha annunciato Giancarlo Leone amministratore delegato di Rai Cinema.
Olmi parla così della sua favola: «Se accetti un gesto gentile devi deporre la spada. Ecco, quello che noi possiamo fare è un atto di tolleranza. Può far sorridere ma non abbiamo altre prospettive. Soprattutto chi è potente deve essere consapevole del valore di un atteggiamento sereno e disponibile ed in questo modo qualche risultato lo potremo ottenere. Il mio è un film sull'arte della resa». E poi spiega l'insolita ambientazione in Cina. «La favola trasferita in quel mondo così lontano da noi è più accettata, perchè estranea al nostro contesto. Lì in quell'ambito possiamo dire tutto quello che vogliamo». Infine sul significato del titolo: «La frase finale del poema che racconta la reale storia della vedova Ching, che Carlo (Bud ndr) pronuncia alla fine del film recita testualmente "... e le donne rallegravano il giorno cantando dietro ai paraventi". Ritengo questo passaggio la sintesi lessicale della pace».

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