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di GABRIELLA SASSONE LA DISCOTECA? Diventa una piazza, dove fare shopping, ammirare ...

Il tutto scandito da musiche «cool» mixate dai migliori dj. Si chiama «After Tea» il nuovo trendissimo modo di vivere la discoteca nel dì di festa, dalle 18 alle 4 del mattino. Dopo il successo delle precedenti stagioni, «After Tea» riprende domenica alle 18 al romano Goa di via Libetta, che l'ha inventato per convogliare in un locale persone al di fuori del mondo della notte e, perché no, intere famiglie. L'anno scorso, nel club di via Libetta, nelle domeniche «After Tea», sono stati festeggiati ben 5 battesimi.
«Abbiamo iniziato in sordina tre anni fa: arrivavano appena cento persone e avanzava tutto il cibo che preparavamo. Ora gli aficionados sono oltre mille. I prezzi? Popolari: 5 euro l'ingresso e 10 con drink incluso, che salgono a 15 dopo le 21», spiega Giancarlino (nella foto), dj di fama e proprietario del locale insieme ai soci Danilo Proietti e Claudio Coccoluto. «L'idea di reinventare le domeniche pomeriggio è nostra. Volevamo creare uno spazio alternativo dove far incontrare gli amici. Il nome viene dal pomeridiano thè inglese e ci siamo ispirati al "Kensington Market" di Londra, un mercato simile alla nostra Porta Portese ma dove si fa anche musica, dove c'è spazio per i giovani artisti e dove gli stilisti emergenti vendono le loro creazioni. Così al Goa, ogni prima e terza domenica del mese, apriamo le porte a bancarelle, a performance live di attori, danzatori, poeti, a esposizioni di artisti e coutourier emergenti», continua Giancarlino.
Gli ingredienti di tanto successo? Cibo, musica, hippy market. Dalle 18 alle 20 su gustano the di vari gusti e aromi, tisane e infusi accompagnati da dolci e crostate fatte in casa. Dalle 20.20 buffet con frittate, torte rustiche, assaggi di formaggi, pasta, riso, cous cous, insalate anche agrodolci, tonno e carne. Dopo le 21, apre il banco della frutta: per tutti, trionfi di banane cosparse di nutella bianca, passion fruit, rambithan, frutto tipico thailandese, guapa, ananas, meloni, fragole e cioccolata, mango, papaya e spiedini di frutta.
Il privè scompare per lasciare posto all'hippy market. Su appositi banchetti, giovani artisti, stilisti e artigiani espongono le loro creazioni. C'è il banchetto di Anne Marie con una varietà infinita di incensi; Misha vende magliette dipinte a mano con l'aerografo; Jovinella T-shit punk strappate e pennellate a caso. C'è la bigiotteria tutta perline di vetro riciclato di Elena, gli amuleti e i vetri preziosi di Luciano, le collane e gli anelli in legno e cocco importato dal Brasile di Fabrizio, le maglie sforbiciate e dipinte con smalti di Milla.
Spopolano gli abiti usati anni '60, '70 e '80 di Paola, che li porta dal suo negozio-cult di via del Governo Vecchio; vanno a ruba le lampade di cartone riciclato e polvere di tufo di Giorgio. Autentica attrazione, «Ciba Delirio Universale» con i suoi vestiti tagliati e riciclati esposti in un frigo anni '50. Novità assoluta, i massaggi shiatsu di Emiliano. Di grande importanza, infine, la musica. Ben 8 i dj che si alternano alla consolle durante l'After Tea: mix d'autore griffati Claudio Coccoluto, Chicco Messina, Claudio De Tommasi, Giancarlino, Rendie O, Dj Red, Miss Chiara, Rossella. Sempre la domenica, il vicino «Distillerie Clandestine» di via Libetta, lancia dalle 18 "After Art": assaggi d'arte con aperitivo, cena e balli lenti sui mix di Claudio Casalini.

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