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ROMA — Scarpe, borse e foulard assieme a tanti altri piccoli e grandi oggetti della moda potranno essere ...

Lo ha stabilito la commissione Cultura della Camera approvando l'altro ieri una serie di emendamenti alla proposta di legge per l'istituzione della rete di musei della moda. La promozione degli accessori rappresenta un ulteriore riconoscimento per tutti quei piccoli e grandi dettagli di stile che negli ultimi anni hanno contribuito a caratterizzare il «made in Italy».
Il provvedimento, dopo un lungo lavoro in commissione, si avvia a tagliare il primo traguardo del cammino parlamentare. Il testo del provvedimento presenta altre novità: la sede di Palazzo Pitti di Firenze acquista maggiore importanza perchè le viene attribuita la direzione scientifica del sistema museale e la nuova denominazione «Galleria nazionale della moda e del costume». Viene «promossa» anche la sede di Roma, con la Fondazione Micol Fontana.
Si allunga l'elenco delle sedi dei musei con l'ingresso di San Leucio (Caserta) che avrà il museo della seta e degli antichi telai, e di Spoleto con il museo del tessile e del costume.
Le sedi della rete di musei della moda è dunque composto da: Galleria del costume di palazzo Pitti (Firenze), museo del tessuto di Prato; Museo della moda italiana a Milano; Museo della seta a Como; Fondazione Micol Fontana a Roma. Affiancate da una serie di strutture minori: Museo del tessile a Busto Arsizio; Museo della moda calabrese a Reggio Calabria; museo del costume a palazzo Mocenigo e palazzo Fortuny a Venezia; museo del costume mediterraneo a Lecce. In più (con le ultime modifiche al testo) San Leucio e Spoleto.
Tutte le modifiche apportate sono state proposte dal relatore Alessio Butti (An): «Con il nuovo testo si è anche proceduto - ha affermato il deputato di An - a una distribuzione più omogenea dei fondi per le sedi. A questo punto spero non ci siano più ostacoli sul provvedimento, soprattutto da parte di alcuni membri della sinistra, e una volta ottenuto il parere delle commissioni competenti si possa quindi chiedere ed ottenere sulla proposta la legislativa (il meccanismo che evita il passaggio in aula). Anche perchè - ha concluso - ad allungare i tempi abbiamo perso i finanziamenti del 2003 e sarebbe utile evitare ancora un ulteriore e gratuito spreco di risorse». Per la rete dei musei è stata prevista una spesa di 536.000 euro per il 2004 e di 2.984.000 per il 2005.
«Sono contento per la Fondazione Micol Fontana che avrà il suo museo a Roma, ma per avere un museo della moda nella capitale, in grado di contenere 50 anni di storia di tutte le maison romane, sarebbero necessari uno studio tecnico approfondito, scevro delle dispute politiche, perchè la moda non è mai stata contraddistinta da questo o quel colore di partito, e un palazzo enorme, in grado di contenere tutte le griffe storiche romane. O vogliamo fare un museo per ogni maison?» È stata questa la reazione di Stefano Dominella, presidente di Altaroma.
«Sono felice per Micol Fontana - ha precisato Dominella - la nostra decana della moda che il 7 novembre compirà 90 anni. E sono soddisfatto per la scelta di Firenze come direzione scientifica del museo italiano della moda, perchè è la città italiana più indicata. Ma per quanto riguarda Roma, e l'importanza della moda capitolina, storica e attuale, è tutto da vedere. Anche Altaroma incontrerà a breve gli onorevoli Butti e Santanchè per discutere del museo a Roma».

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