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No alla droga Giornalista in prima linea




LA DROGA a Dublino, nei Novanta. Diffusa soprattutto fra i giovani da bande criminali scarsamente contrastate da leggi troppo blande. Cerca di porvi riparo una giornalista, Veronica Guerin, realmente esistita, pronta, nonostante minacce e aggressioni, a denunciare, sul quotidiano in cui scrive, non solo quei turpi traffici ma, con indagini e ricerche in ambienti difesi dall'omertà o dalla paura, anche i responsabili più in alto, ritenuti fino a quel momento persone insospettabili. Averli scoperti e pubblicamente denunciati provocherà però la sua fine, in un agguato organizzato con determinazione diabolica. Vincerà lei, comunque, perché il movimento di opinione pubblica seguito alla sua morte, farà emanare leggi che diminuiranno di molto il commercio della droga.
Ha scritto questa storia, rispettandone molti dati reali, Carol Doyle, già apprezzata per la sua riduzione di «Washington Square», dal romanzo di James, e l'ha portata sullo schermo Joel Schumacher, un regista americano che, pur trattando molti generi, ha mostrato di risolverli sempre con plausibile rigore. Qui, spostandosi a Dublino, ha privilegiato la cronaca tenendosi sempre all'autentico, sia nelle ricostruzione degli ambienti della malavita sia, soprattutto, nel disegno di quel coraggioso personaggio al centro rappresentato in ogni sua sfumatura psicologica, nell'ambito di un'azione cosparsa abilmente di tensioni. Con una pagina di ottimo cinema quando, dopo l'assassinio della protagonista, ne fa arrivare la notizia ai suoi solo con immagini mute. Commoventi e laceranti.
Al centro, come Veronica, Cate Blanchett, tutta nobili impeti.
G. L. R.

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