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Flash mob, tutti agli ordini di Internet Il 27 settembre scorso a Roma in trecento disegnavano con i gessetti colorati sui sanpietrini

Aggregazioni improvvise. Raptus di massa. Il flah-mob o inexplicable-mob è il più recente figlio dell'attivismo in rete. Tutto parte con una e-mail. Centinaia di persone apprendono così il luogo dell'incontro. Si danno appuntamento mediante una catena di inviti. Il raptus è violento e repentino. Si concretizza una improvvisa e spontanea folla che in un orario prestabilito appare in un luogo qualunque per compiere strane azioni. Le gesta, almeno apparentemente, non possiedono nessun motivo. La gente appare all'improvviso. E all'improvviso sparisce. È successo il 27 settembre 2003 a Roma. Mentre la Notte Bianca stava per prendere forma, a Piazza Madonna dei Monti nel tardo pomeriggio oltre trecento persone si sono ritrovate accanto alla fontana centrale a disegnare con gessetti colorati i sampietrini. Bambini, ragazzi, adulti. Uomini e donne. Nella mano di ognuno un foglio e le istruzioni per l'uso. Eseguito il disegno, sono spariti. In un nano secondo. Come se non fosse accaduto nulla.
Un gruppo folto di persone si è invece radunato qualche giorno dopo a Firenze. Musica. Applausi verso il pubblico sbigottito. Nei primi giorni di ottobre, gli adepti si sono dati appuntamento a Milano, in una libreria. Tutti per chiedere di un libro che non esiste.
La moda dei flash-mob è stata lanciata, ovviamente, in America. Inventata da non si sa bene chi e dove. Le fonti additano quale mente creativa un certo Bill. Dopo aver lanciato il primo imput, pare che lo sconosciuto sia rimasto impressionato dalla velocità della diffusione dell' inexplicable mob. Storica l'impresa compiuta nel reparto arredamento di Macy's, a New York. Un commesso si è trovato di fronte centinaia di persone. Tutti per chiedere informazioni sullo stesso tappeto. Tutti valutano con attenzione la merce. L'acquisto non avviene. A distanza di poco, anche il Giappone emula la follia americana.
I flash mob (o folle lampo) hanno un denominatore comune: nessuno si conosce, probabilmente nessuno si incontrerà di nuovo. Nessuno sa di dare spettacolo. A quando il prossimo?

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