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di DARIO SALVATORI FINALMENTE è tornata.

Registrato nella sua Detroit accanto ad un folto drappello di musicisti di fiducia, «So damn happy» è la più cristallina dimostrazione di come sia possibile realizzare un album di black music di alto lignaggio senza perdere di vista il pop, il lato commerciale e qualche volta inaccettabile dello show-business. Ma non è soltanto questo che rende unica la Franklin. Oltre alla qualità della sua voce, che a nostro avviso rimane insuperata (e se possibile ancor più "scura" rispetto al recente passato), c'è da segnalare lo stile di confezione del disco (la Franklin è co-produttrice, autrice di diversi brani e pianista) superiore alla media. Pur avendo fatto scuola da decenni, Aretha Franklin non rinuncia alle collaborazioni con colleghe più giovani. Dopo la Hill dei Fugees, la Franklin non esita qui ad affiancarsi alla massiccia voce di Mary J. Blige, da molti osservatori ritenuta la sua naturale erede. Non a caso «Holdin' on» e «No matter what», i due temi scritti dalla Blige, risultano fra i momenti più efficaci del nuovo lavoro. La signora del soul non incideva album da cinque anni e c'è la motivata sensazione che questo la rappresenterà per molti anni. Unico rammarico: non vederla più dal vivo. L'ultima apparizione italiana risale a trent'anni fa.
Aretha Franklin

«So damn happy» - Arista

***

Compositore e interprete ma anche scrittore e disegnatore. Don Backy non rinuncia alla sua versatilità e torna con un album ricco di sorprese. Il disco si apre con «Se io fossi amore», la canzone presentata lo scorso anno per il Festival di Sanremo (avrebbe dovuto cantarla in coppia con Milva), scartata dalla commissione selezionatrice; una canzone melodica, esattamente nel suo stile, che forse andava capita. Ma dentro c'è molto di più. Per esempio il brano «Totò» - il disco è apertamente dedicato al grande attore napoletano - poetico e ricco di citazioni, ma anche l'ispirata «Moonlight», per non parlare dell'autobiografica (non è la sola) «Sulla strada», dove i frammenti del passato si possono contare uno ad uno.

Don Backy - «Signori si nasce

e io lo nacqui»

Cassiopea Music

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