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di FRANCESCO PUGLISI LE Cirque du Soleil, dopo aver conquistato mezzo mondo con i propri ...

Sarà David Zard, reduce dai successi de «Notre dame de Paris» e in procinto di lanciare il nuovo musical di Lucio Dalla «Tosca», ad organizzare il tour che toccherà Milano e Roma.
Il complesso canadese nato nel 1984 dal versatile artista Guy Lalibertè, nel corso degli ultimi diciassette anni ha dato una nuova visione del circo, lasciando il segno non solo nei paesi dove si è esibito ma anche in tanti altri, compreso il nostro, che hanno trasmesso gli spettacoli in televisione. Lalibertè, insieme a un gruppo di grandi artisti, è riuscito a dar vita a un progetto originale, grazie soprattutto alla voglia di cambiare il concetto di circo.
Per rendere un'idea di cosa sia le Cirque du Soleil basta pensare che dal 1984 a oggi sono stati oltre trentatré milioni gli spettatori che hanno assistito a uno degli show. Il complesso ha presentato spettacoli in centotrenta città nel mondo, da Los Angeles, San Francisco a New York, Tokyo, Parigi, Londra, Amsterdam, Vienna, Madrid, Barcellona, Copenhagen, Hong Kong, Sydney e Singapore.
Attualmente il Cirque du Solieil ha cinque spettacoli itineranti: «Saltimbanco» in Europa, «Allegria» in Messico, «Quidam» in Giappone, «Drailion» anch'esso in Europa dal 2004 e il nuovissimo «Varekai» dove tra l'altro lavorano giovani acrobati italiani, Steve e Rony Bello, in tour in America, e quattro show stabili (tre a Las Vegas: «Mystere» al Nevada, «O'», spettacolo nell'acqua al Bellagio e «Zumanity», il primo spettacolo vietato ai minori di diciotto anni) e quindi «La Noubà» a Disney, ad Orlando, Florida.
Quello che invece vedremo in Italia è un'idea nata attraverso una fusione culturale e un misto di discipline artistiche e acrobatiche. Uno show che ha ricreato un viaggio intorno al mondo attraverso dieci fantastici quadri, dieci numeri che combinano l'acrobazia di alta classe con la bellezza e la grandiosità dei costumi e le maschere che ricordano la commedia dell'arte. L'adagio, le pertiche cinesi, the double wire (il doppio cavo d'acciaio con una straordinaria funambola cinese), la giongleria, e quindi il quadro argentino con le bolas, e il russian-swing, una sorta di balletto con voli arei di artisti che poi piombano su un materasso imbottito, e ancora il tango al trapezio e la possenza fisica degli artisti del mano a mano e uno strabiliante balletto aereo il bungee.
Insomma, magnifiche creature che duettano in aria, che gionglano con palline, o che saltano su un cavo d'acciaio a grande altezza come fosse un armonico film musicale che scorre veloce senza tempi morti. Alcune evoluzioni come i verticalisti o i saltatori si propongono con esercizi che rasentano l'impossibile lasciando il pubblico senza respiro.
È questo, in sintesi, il mondo incantato del Cirque du Soleil che ha stregato anche a Eros Ramazzotti tanto da scegliere i registi canadesi per la scenografia del suo show in tour.

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