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Banfi e i fratelli Fiorello interpreti di se stessi

Storia ambientata negli Anni '60 ricorrendo al flash back e a spezzoni di trasmissioni televisive


Si tratta di una fiction scritta da Lino Banfi i cui protagonisti, oltre allo stesso Banfi, saranno i fratelli Rosario e Beppe Fiorello. La particolarità dell'evento consiste nella costruzione stessa della fiction che riserva, ai notissimi personaggi che la interpretano, ruoli consoni alle specifiche professionalità di ognuno. «Il mio soggetto coniuga varietà, avanspettacolo e fiction», anticipa Lino Banfi. «È incentrato su due anziani attori che hanno trascorso la vita sui palcoscenici, affrontando difficoltà per affermarsi. Il primo è interpretato da me, il secondo, invece, nella attuale versione televisiva, è il padre di Fiorello, nella cui parte il candidato migliore, anche per ragioni di somiglianza, è proprio Beppe Fiorello, ovviamente invecchiato. I due attori protagonisti sono uniti da un legame di profonda amicizia. Quando il mio personaggio si rende conto che l'amico sta per morire, su sua richiesta, gli promette di prendersi cura dell'unico figlio rimasto in collegio per completare gli studi. Il ragazzo, interpretato da Fiorello, rivela, immediatamente, una innata predisposizione per lo spettacolo e si affeziona a tal punto al vecchio compagno del padre, da abbandonare la prospettiva di un futuro professionale per seguirlo in giro per i palcoscenici italiani. Si forma, così, una curiosa ma interessante coppia di attori. I due riescono, finalmente, ad avere quel successo da sempre inseguito. Nella fiction, incentrata sulle lunghe tournée dei due, Fiorello potrà interpretare se stesso, esibendosi, come show man, in tutte quelle parodie, gag, scenette, canzoni e duetti, che lo hanno fatto amare dal pubblico televisivo e radiofonico».
Tutta la vicenda, che si svolge negli anni sessanta, si avvale anche di una serie di flash back nei quali Beppe Fiorello interpreta il padre dell'artista da giovane. E non è escluso che possano venire utilizzati anche spezzoni degli stessi programmi di Fiorello. «Questo progetto era nato circa trent'anni fa, con lo scopo di trasformarlo in una sorta di storia dell'avanspettacolo e del primo varietà televisivo. Io lo avevo pensato per Nanni Loy e doveva essere costituito da tre puntate di uno sceneggiato che non è mai stato realizzato, perché i funzionati della Rai erano convinti che in video, in quell'epoca, ci fosse troppo varietà», afferma Lino Banfi. «Oggi i tempi sono cambiati e ritengo che l'unico personaggio in grado di sostituire il grande Loy sia Fiorello». Le riprese potrebbero iniziare nella prima metà del 2004.
Dal due settembre Lino Banfi è sul set di un'altra fiction, destinata a Raiuno: «Raccontami una storia». «Si tratta della vicenda, realmente accaduta, dell'adozione, da parte di una coppia di coniugi italiani, di una bambina russa che, rimasta orfana dei nuovi genitori, morti in un incidente, viene affidata al nonno, interpretato da me. La regia è di Riccardo Donna», anticipa l'attore.
Nell'ottica della solidarietà a cui la miniserie è ispirata, Banfi sarà il protagonista, a titolo gratuito, di uno spot, commissionato dal Ministero delle Pari Opportunità, in onda sulle reti Rai e Mediaset e finalizzato ad incentivare negli italiani, le adozioni internazionali. La pubblicità sociale arriverà in video tra breve e sarà trasmessa per un paio di mesi. A gennaio, infine, l'attore, come nonno Libero, inizierà le riprese della quarta serie di «Un medico in famiglia» che arriverà su Raiuno nell'autunno del 2004.

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