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«THE DREAMERS»

Gioco a tre. Dall'eros alienante all'impatto con la Storia

Fino a naufragare nella follia, dalla quale riemergono sia pure profondamente feriti nell'animo. Di questa pasta sono fatti i protagonisti di «The Dreamers», romanzo ambizioso e quanto mai inquieto di Gilbert Adair, raffinato e acuto giornalista inglese. È la storia di un'iniziazione erotica in salsa rivoluzionaria. Tre ragazzi, fratello e sorella incestuosi e un americanino devoto a santo Onan, si ritrovano nell'appartamento dei fratellini viziosi, improvvisamente liberato dai genitori alquanto svaporati.
Per pura casualità sullo sfondo c'è una Parigi primaverile, quella Parigi mitica del maggio sessantottino. L'antefatto vuole che i tre, sedicenni o poco più, siano degli avidi cinefili. Frequentano un cinematografo molto amato dalle avanguardie studentesche e si avverte che qualcosa bolle in pentola. Anche perché, il cinematografo, famoso covo dei giovani rivoluzionari, viene chiuso. Ma i tre sfiorano la Storia, annusano gli eventi sconvolgenti che stanno lì lì per verificarsi e si rinchiudono nell'appartamento. Appunto. Il gioco, all'inizio, è divertente: mimare un film, citarne un frammento e farsi dire il titolo. Ma per chi sbaglia, o non rammenta, c'è la punizione. E che punizione! Sarà la dolce e perversa Isabelle a dare la stura. I due ragazzi Theo e Matthew la seguiranno. Inquietudini adolescenziali ed erotismo come un fiume in piena che travolge le menti e scatena i sensi. È un trionfo di corpi nudi, di vapori acquei che appannano gli specchi, il tempo si dilata e pesanti tende di velluto oscurano per sempre la luce del giorno. Finestre serrate e sporcizia ovunque. L'eros si trasforma in thanatos: i tre si consumano, si privano del cibo, dell'acqua. Annientati non percepiscono che giù di sotto c'è battaglia. Un vetro rotto da un sasso li riporta alla realtà. E a questo punto, siamo a tre quarti del libro, si prepara la riscossa epica. Rigenerati dalle barricate, si abbeverano alla fonte della rivoluzione e ciak, fuor di metafora, il gran finale. Che sarà tragico e catartico. Ma sufficientemente eroico, per non scontentare nessuno. Dal libro il regista italiano Bernardo Bertolucci ha tratto il suo ultimo film «The dreamers». Con Que-reste-t-il de nos amours di Trenet al posto del tango.
Gilbert Adair, «The Dreamers»
Rizzoli, 154 pagine, 14 euro

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