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ANTEPRIMA NAZIONALE A PAVIA DEL MUSICAL «FAME»

Dopo aver portato in Italia, la scorsa stagione, il musical di e con Moni Ovadia «Il violinista sul tetto», stavolta L'Artistica Produzioni si è assicurata i diritti di un altro super hit made in Usa, quel «Fame» che negli anni '80 fece furore prima con il film di Alan Parker, poi con un serial televisivo e, infine, sui palcoscenici di Broadway con questo musical che ha girato mezzo mondo e ora sbarca anche in Italia con il titolo «Saranno famosi».
Le cronache di ventitre anni fa narrano che Madonna tenesse molto a partecipare alla saga musicale degli studenti della High School of Performing Arts di New York, ma il suo provino non convinse Alan Parker e i suoi collaboratori che la bocciarono, escludendola dal cast di «Fame».
Come sempre accade quando si punta ai diritti di opere dello show-business americano, i margini di interventi su testo, musiche, scene, coreografie, sono inesistenti e chi punta a mettere in scena questi lavori è ingabbiato contrattualmente da vincoli d'acciaio che vanno rispettati se non si vuole incappare in salatissime sanzioni. Pertanto, per la versione italiana, autori e interpreti hanno dovuto rispettare con la massima fedeltà questa storia di 25 anni fa che racconta i sogni, le aspirazioni, gli amori e le delusioni di un gruppo di studenti che hanno un solo obiettivo: sfondare nel mondo dello spettacolo. Recitare, danzare, cantare, suonare è una ragione di vita per i giovani protagonisti di «Saranno famosi» e per loro è dura la legge del mitico istituto di New York che pretende si eccella in tutte le discipline, anche quelle più aride, frustrando con lo scherno e l'esclusione quegli studenti che si illudono di potersi dedicare fino in fondo solo alle materie che si praticano sul palcoscenico.
La prima parte del musical, forse, indugia troppo nella ricostruzione del contesto e nella presentazione dei talentuosi protagonisti. Successivamente, però, prendono il sopravvento le esibizioni musicali e canore e i virtuosismi coreografici che rendono più gradevole lo spettacolo. Non per nulla all'epoca la colonna sonora e la canzone del film vinsero l'Oscar. Tuttavia, la rappresentazione italiana, andata in scena in anteprima nazionale l'altra sera, al Teatro Fraschini di Pavia (il tour del musical partirà il 19 ottobre da Carpi), ha denunciato il bisogno di lavorare ancora intensamente sul ritmo narrativo per raggiungere quei livelli di swing che al momento sembrano ancora saltuari.
Fra gli interpreti non sono pochi coloro che possono legittimamente aspirare a una brillante carriera, come Stefano Di Gangi, Kris Jobson e, soprattutto, Marta Belloni che ci regala una Carmen Diaz vivace ed espressiva nella recitazione, provocatoria e sensuale nella danza, potente e comunicativa nel repertorio canoro.
Pao. Cal.

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