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di MICHELE GIUNTINI ACQUA distillata, polpa di cellulosa e sepiolite (minerale argilloso a ...

Acqua distillata ed essenza di petrolio, per ridurre gli strati di cera. Finalmente svelata la ricetta degli impacchi segreti usati per pulire il David di Michelangelo conservato alla Galleria dell'Accademia di Firenze.
La natura di questo intervento è stata nei mesi scorsi fonte di contrasti tra gli esperti, tanto da portare alle clamorose dimissioni della restauratrice Agnese Parronchi, precedentemente incaricata.
Ora, dopo l'esito positivo di prove definitive fatte in piena riservatezza nelle scorse due settimane, l'intervento procederà in grande stile. Punto per punto, millimetro dopo millimetro, tampone dopo tampone, sporco, gesso e cera d'api, quest'ultima usata per dorature ottocentesche, la pulitura di 19 milioni e 470.000 millimetri quadrati della superficie complessiva della statua, sarà fatta con il metodo umido, che ha prevalso su quello a secco (setola di tasso, pelle di daino) nelle convinzioni degli esperti. A rivelare con ogni dettaglio il metodo usato per la pulitura del David sono stati il soprintendente al Polo museale di Firenze Antonio Paolucci, la direttrice della Galleria Franca Falletti, la soprintendente dell'Opificio delle pietre dure Cristina Acidini, insieme alla restauratrice incaricata Cinzia Parnigoni.
Dopo l'okay dato dai test (effettuati in parti del braccio sinistro, del tronco di appoggio e della schiena) che hanno dimostrato agli esperti che si può andare avanti così, c'è dunque ora un punto fermo nel lavaggio per i 500 anni del David, che saranno celebrati nel 2004.
Il metodo umido sarà utilizzato per l'intera campagna di manutenzione. La pulitura andrà avanti fino a primavera e sarà la conclusione spettacolare di uno studio istruttorio decennale, come ha fatto notare Paolucci. Che, col puntiglio che lo contraddistingue, ha sottolineato: «Per carità, dopo tante polemiche non chiamatelo restauro. È una semplice manutenzione, un atto dovuto. Non ci si presenta sporchi a una festa di compleanno».
Tra le sostanze che oscurano il David, solo il gesso è quella più temibile per la conservazione della statua (le altre, cera e ossalato di calcio, sono soprattutto antiestetiche coprendo il biancore del marmo) e verrà tolto con impacchi di 15 minuti l' uno. Su ogni frammento di marmo sarà applicato un foglio di carta giapponese ricoperto di una miscela di polpa di cellulosa e sepiolite, che tirerà fuori il gesso.
Come sarà il David alla fine della pulitura ? «Più chiaro. Ma non bianco candeggiato», ha spiegato la Parnigoni. Un paragone lo hanno suggerito Paolucci e gli altri: quello con i Prigioni, le statue michelangiolesche ospitate nella stessa Galleria e che sono visibili mentre il visitatore si avvicina alla Tribuna dominata dal David: sono stati puliti con la stessa tecnica e dalla stessa restauratrice. E la differenza con la statua più celebre, tutta da pulire, si vede.

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