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È colpa dei «maggiordomi»

Gli intellettuali hanno un atteggiamento esterofilo e sottomesso

Il fenomeno ha motivi storici lontani, ma anche un senso di sudditanza e di esterofilia che ha contagiato troppi intellettuali italiani. Che alla fine si trovano a fare da «maggiordomi» nei confronti della cultura straniera.
Professor Ferrarotti, la cultura italiana ha il «complesso di inferiorità»?
«La nostra cultura sta passando un momento difficile. Oggi c'è un modo di dire in Europa che fa ben comprendere questa crisi: la Germania produce, la Francia raffina, l'Italia importa. E questo è dimostrato anche dalla gran quantità degli interventi stranieri nelle scienze sociali. Nel nostro Paese c'è un senso di inferiorità: è colpa degli intellettuali italiani che si sentono dei maggiordomi».
Cosa si pensa dell'Italia all'estero?
«Ci considerano poco coerenti, persone che non vanno fino in fondo: dei coltivatori di ambiguità. Eppure la cultura mediterranea ha moltissimo da dire perché ha un grande senso della misura. Io credo, anche se ancora non l'ho visto, che il film di Bellocchio meritasse più attenzione. Effettivamente il caso Moro non ha avuto una grande eco all'estero, eppure l'Italia è l'unico Paese che ha vinto il terrorismo senza diventare uno stato di polizia».
Ma come fanno gli altri Paesi a farsi rispettare, la Francia ad esempio?
«I francesi hanno dalla loro parte l'egemonia degli immortali principi dell'89. Anche se la rivoluzione è finita con la proclamazione di un imperatore. Sanno sempre porsi come perno d'Europa. E in questo c'è anche un po' di millantato credito».

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