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di ALDO COSTA CHE saporaccio che ha lasciato l'appena conclusa sessantesima Mostra Cinematografica di Venezia.


«Non torneremo mai più a Venezia», minaccia l'amministratore delegato di RaiCinema Giancarlo Leone. «Ci congratuliamo con il Leone d'Oro al film russo - ha detto Leone - Ma siamo felici che il verdetto della giuria sia stato contraddetto dalla critica e dal pubblico che ha già decretato per il film di Bellocchio un grande successo. Per evitare anche in futuro polemiche, meglio essere con i nostri film altrove, come a Montreal, a Cannes o a Berlino».
Il direttore della Mostra, Moritz De Hadeln ha tentato di disimpegnarsi: «Non ho potere sulle decisioni della giuria», ha detto. Poi, visto che la frittata è fatta la dice tutta: «Se devo servire da alibi, meglio che vi troviate qualche altro direttore». Anche se non chiude la porta ad una sua riconferma: «voglio dormirci su, vedere come va a finire. È gentile dire che ho lavorato bene ma bisogna vedere quali sono le prospettive. Io sono disponibile ma vediamo le condizioni. Il primo passo da fare è un catalogo di tutto quello che non ha funzionato. Poi occorrerà cercare le soluzioni. Se ci sarò anche l'anno prossimo? Nella vita non c'è mai niente di sicuro».
Insomma il direttore è in forse e il Presidente della Biennale di Venezia, Franco Bernabè, che a De Hadeln invia gelidi e formali complimenti, non fa nulla per raffreddare gli animi e lascia tutti in sospeso con un: «Spetterà al Consiglio d'Amministrazione della Biennale valutare l'andamento generale della 60esima Mostra e prendere le necessarie decisioni per il futuro».
E poi c'è il caso Chiambretti che ha condotto la serata finale della premiazione con la sua solita... «irruenza», che forse può andare bene per i programmi caserecci, ma a livello internazionale ha creato perplessità e risentimenti. «Ho sentito da parte di ospiti stranieri - ha detto De Hadeln - parole anche di vergogna. Non si può fare ironia di quel tipo. Jolivet - ha aggiunto - a nome della giuria, ha detto parole forti a Bernabè. Gli ha detto che se vogliamo concorrere con Cannes non si può fare in questo modo una serata finale. Non nego di aver condiviso la scelta di Chiambretti, ma certo ora ho dei dubbi».
E il direttore ha fatto una battuta anche sulla «controserata» di Marzullo: «Una trasmissione interessante - ha detto De Hadeln - ironizzando sulla pioggia di critiche che gli sono piovute addosso».
Ma alla fine ci sarà qualcuno soddisfatto? Forse si, forse proprio quel Marco Bellocchio che dovrebbe essere il più deluso. Dopo due giorni di programmazione il suo «Buongiorno, notte» ha già incassato 350.000 euro.

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