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Saluto elegante da Katharine

Il festival chiude i battenti con un omaggio alla Hepburn

Una copia restaurata nel suono e nei colori a cura del British Film Institute e dell'Academy di Hollywood.
Il film, forse, non è tra i più significativi di Lean (non è né «Breve incontro» né il «Dottor Zivago») ma l'idea di sceglierlo, a parte Katharine Hepburn sua protagonista, l'ha di certo suggerita il fatto che è stato completamente girato a Venezia, in esterni ed interni tutti veri. La storia, in sé, fa un po' Hollywood perché ci dice di una americana che, per una vacanza durante la quale spera di incontrare l'amore, viene a Venezia piena di attese e di speranze. All'inizio, pur conquistata dal fascino di una città di cui Lean mette abilmente in risalto le meraviglie, dalle più celebri alle più nascoste, si annoia un po' vagando tutta sola nei caffè, per le calli e in piazza San Marco. Poi incontra un antiquario italiano con cui non tarda a intrecciare una relazione romantica. Scoprendo presto però che è sposato. Lieto fine, comunque, perché l'americana, pur sapendo che tutto dovrà finire, si abbandonerà egualmente alle gioie, anche solo temporanee, dell'estate veneziana.
Un po' Hollywood, appunto, perché Lean, in quegli anni Cinquanta in cui aveva realizzato il film, aveva già lasciato l'Inghilterra al cui cinema aveva dato opere celebri, riscatta però questa sua nuova impostazione non solo la finezza evocativa e mai accantonata della sua regia, come si vedrà poi in seguito, ma proprio la presenza affascinante e straordinaria di Katharine Hepburn nelle vesti - sempre squisitamente eleganti — della turista americana.
I suoi bronci quando rischia di sentirsi sola e annoiata, le sue delicate reticenze, quando comincia a sentire l'amore per l'antiquario (che è un finissimo Rossano Brazzi), le sue ombre deluse quando le si rivela un'altra verità; con il calore, subito dopo, della decisione ottimistica. Per non buttare al vento quell'estate. Un'interpretazione sottile, con l'autorità del talento e la finezza di continue sapienti variazioni nella gestualità e nella mimica. Mi ero dimenticato quanto fosse grande anche da giovane. Lieto adesso che le ultime immagini di Venezia 60 siano state le sue.
Anche se, nel film, si son potuti avere, con gioia, altri felici incontri italiani. Oltre a Brazzi, infatti, nei panni dell'aristocratica proprietaria della pensione dove scende la protagonista, c'è una smagliante Isa Miranda, bella come nei suoi momenti migliori. Mentre ad ogni scena si ascoltano le musiche calde di Alessandro Cicognini. Un antesignano di Morricone.
G. L. R.

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