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Ecco Giorgio Faletti, il nuovo divo di Mantova


Il romanzo diventerà un film: Aurelio De Laurentiis ha comprato i diritti (600 mila euro) e si lavora alla sceneggiatura a cui Faletti non partecipa. «Ho preferito - dice Faletti - essere solo consulente perchè sono troppo coinvolto in questo libro». Non si sa ancora chi saranno gli attori ma mentre scriveva lui immaginava «George Clooney nei panni del protagonista e Jack Nicholson tra gli interpreti».
Atteso come una star al Festivaletteratura di Mantova, nonostante la caduta dalle scale del suo albergo che gli è costata una distorsione alla caviglia, nel tardo pomeriggio di oggi incontrerà una folta schiera di fan a piazza Castello. E le stampelle che è costretto a usare non gli hanno per nulla fatto perdere la sua verve. «Mi dispiace - dice ridendo - che questo incidente abbia annullato la mia esibizione con i Momix. Mi sento in debito con i miei lettori, il successo è legato soprattutto al passaparola. È chiaro che essere un personaggio conosciuto un po' è servito».
Attore, cabarettista, musicista, Faletti che ha lavorato al Derby Club con Abatantuono, Teocoli, Boldi e Paolo Rossi e ha scritto canzoni per Mina, Milva, Fiordaliso, è eclettico per necessità: «L'idea di non tornare più sul palcoscenico mi fa gelare il sangue». Tornerà così a fare qualcosa in tv: «Mi hanno proposto - dice - un programma di seconda serata che dovrebbe andare in onda in autunno su Raidue. Non è un varietà, una cosa che mi piace molto e che condurrò di cui non voglio dire altro per scaramanzia. Sto provando a scrivere anche un musical. E poi con Milva sta lavorando a un disco, del quale scriverà una parte dei testi, in uscita nel 2004».
Superato l'ictus che ha avuto in novembre, quando è uscito «Io uccido» ora Faletti vive con piacere soprattutto il successo letterario: «La scommessa era vedere come il pubblico avrebbe accettato un mio romanzo di quasi 700 pagine. Ho scritto un thriller un po' per passione e poi perchè non mi sono sentito all'altezza di affrontare la letteratura cosiddetta «seria» anche se penso che ci siano molti esempi di letteratura di genere e commerciale che hanno contenuti che certa letteratura seria si sogna. In fondo tutti i romanzi sono un po' dei thriller perchè devono invogliarti a vedere cosa c'è nella pagina successiva». Un giallo sarà anche il prossimo libro, che non ha ancora un titolo. «È una storia ambientata metà in Italia e metà a New York, presto andrò in America per una serie di documentazioni tecniche. La protagonista che conduce le indagini è una donna. Quando scrivevo canzoni per delle donne da Mina a Milva a Fiordaliso mi è stata riconosciuta - racconta - la capacità di entrare nell'animo femminile. Sono curioso di vedere se riesco a farlo anche in un romanzo».
A Mantova arriva per la prima volta come scrittore ma c'era già stato: «È una città di felici ritorni alla quale sono legato perchè, quando correvo, ho fatto la mia prima gara in automobile distruggendo una colonnina votiva. Poi ci sono tornato come comico. Credo che il rapporto con il pubblico letterario non sia molto diverso, chi fa il comico porta in casa allegria, più che un idolo sei uno di famiglia». Tutto esaurito per la colazione con l'autore di domani di cui sarà protagonista Faletti al caffè Canossa.

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