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Zvjagintsev, dalla Russia un regista-rivelazione


Comincio con il russo perché se ne riparlerà di certo al momento della premiazione. Una campagna con foreste e laghi. Tre personaggi, un uomo e due ragazzetti. L'uomo, arrivato all'improvviso, dice di essere il padre, assente da anni. Loro non lo conoscono, e anche se la madre conferma, dubitano, però si lasciano condurre da lui in una spedizione che, come meta, sembra avere la pesca in un lago, in realtà serve all'uomo per alcune operazioni che non si spiegano (come, intenzionalmente, non si spiega niente di lui) e per un severo tirocinio cui sottopone i ragazzi, non per crudeltà ma, probabilmente, per prepararli alla vita. Il più piccolo dei due però si ribella a tal segno che, per riparare alle sue rivolte polemiche, l'uomo avrà un incidente mortale. Ai figli, ora, solo il compito, vanificato da un altro incidente, di riportarne indietro il cadavere.
Ritmi distesi anche se lenti, immagini quasi in bianco e nero che privilegiano la pittura (all'inizio il padre che dorme è ritratto nella stessa prospettiva e con gli stessi colori del «Cristo morto» del Mantegna), i caratteri dei due ragazzi, il maggiore più remissivo il minore subito ribelle, incisi a tutto tondo mentre, con lirica intuizione, la fisionomia dell'uomo è tenuta sempre in sospeso, fra il mistero e l'alluso. Con un senso alto del cinema che ricorda un altro celebratissimo esordio russo qui a Venezia, quello di Andrej Tarkovskij con l'«Infanzia di Ivan».
Con i fratelli Coen, invece, siamo tra la commedia furba e la farsa. Su una situazione molto diffusa in America, quella delle donne che si arricchiscono premeditando divorzi da mariti milionari. Naturalmente con avvocati specializzati in queste imprese: come Massey (George Clooney) che è così bravo da sventare un'abilissima trama ordita dalla moglie di un ricco (Catherine Zeta-Jones, più bella del solito). Finendo però presto vittima della donna che lo farà innamorare, lo sposerà e poi, come avverte il titolo italiano, ce la metterà tutta per «rovinarlo». Ma nel frattempo fra i due è nato un amore vero, lieto fine così.
Una beffa dal principio alla fine, degli avvocati divorzisti, dei processi che mettono in scena, delle proprie clienti con le loro astute manovre, dei mariti gabbati e, per chiudere, anche un po' di quell'amore che risolve tutto. Con una intelligenza briosa sorretta da dialoghi pronti a scatenare risate. Un divertimento allo stato puro.

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