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I sognatori? Quelli che aspettano i bagagli

Al Marco Polo «spariscono» le borse delle star in arrivo. Le utopie di Urbani

È questo il titolo del film che Bernardo Bertolucci presenterà stasera alla Mostra del cinema, un titolo che rispecchia fedelmente coloro i quali, atterrando all'aereoporto Marco Polo, si aspettano addirittura di trovare i propri bagagli sull'apposito nastro. Quelli sì, sono i sognatori. Già, perché dopo Jason Biggs e Christina Ricci, i protagonisti del film inaugurale di Woody Allen che attesero 24 ore prima di tornare in possesso delle proprie valigie anche Bertolucci, appena atterrato, è rimasto vittima del fatidico nastro trasportatore, restando inchiodato all'aereoporto di Venezia nella speranza di ritrovare borse e valigie date per disperse.
E sognatori sono anche quelli che si aspettano di rivedere Anthony Hopkins nei panni del dottor Hannibal Lecter: dopo un incontro stampa in cui ha esaltato le proprie rilassatatezze, disdegnando di rispondere alle domande troppo faticose, Anthony Hopkins (protagonista al Lido de «La macchia umana») ha escluso di tornare nel ruolo che nel 1991 gli procurò l'Oscar. Buon per lui e, visto l'ultimo episodio della serie con Hannibal «Red Dragon», meglio anche per noi. E sognatore, anzi, idealista, il ministro della Cultura Urbani, che dopo tre impegnatissimi giorni al lido in "full immersion" con i 25 ministri della cultura europei, è nobilmente convinto che il mondo del cinema nazionale possa ancora essere risanato dal di fuori, mentre - come ha detto in vari modi anche il direttore della Mostra de Hadeln - i principali nemici del cinema italiano di solito provengono proprio dall'Italia.
Una curiosità: in questi giorni il piccolo Claudio d'Agostino, 11 anni, applauditissimo protagonista del film «Il miracolo» di Edoardo Winspeare, ha diviso lo "spazio-interviste" sulla terrazza dell'hotel Excelsior con un attore che, nei suoi film, i bambini se li mangia. Stiamo parlando di Robert Englund, alla Mostra con «Il ritorno di Cagliostro» della coppia Ciprì e Maresco, meglio noto al pubblico dei giovanissimi come il terribile Freddy Kruger, protagonista della serie «Nightmare» in cui, per l'appunto, fa strage di teen-ager resuscitando attraverso i sogni delle vittime. Forse sarà per questo che, malgrado gli inviti dei fotografi, il piccolo d'Agostino ha mantenuto una rispettosa distanza dal più anziano collega hollywoodiano.
Infine, un plauso all'infaticabile lavoro degli uffici stampa che qui alla Mostra devono trasformarsi non solo in assi della comunicazione sui media, ma anche in agenti di viaggio (per i capricci delle star che vogliono spostare voli già chiusi), in autisti come in esperti gastronomi («dov'è che si va a mangiare?») ma anche in registi-coreografi per la migliore riuscita delle feste notturne o, infine, in confidenti di segreti e bugie di star, giornalisti o spettatori.

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