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ATENE — Una serata di straordinaria intensità.

Le «Memorie di Adriano», dirette da Maurizio Scaparro, hanno segnato un'altra tappa del loro straordinario successo: il Teatro di Roma, ospite del Teatro Nazionale Greco, ha offerto al pubblico ellenico una performance di Albertazzi che ha superato le barriere linguistiche - anche al di là del display che offriva dei sottotitoli forzatamente ristretti rispetto alla potenza del testo - raccontando la storia universale dell'uomo, delle sue passioni, dell'ambizione e della morte da guardare «ad occhi aperti», come raccomanda l'Adriano di Yourcenar. «Prima di oggi - dice Albertazzi dopo lo spettacolo, al ricevimento organizzato dall'Ambasciata d'Italia - per me Atene era una città europea come le altre. Oggi l'ho vista con gli occhi di Adriano. Il teatro mi ha dato sensazioni straordinarie. Ero emozionato. Ho visto Atene come il centro del mondo. Il pubblico era eccezionale».
I circa 2000 presenti - un numero notevole per una performance in lingua originale - sono rimasti letteralmente rapiti dalla forza interpretativa dell'attore italiano, che con tono a tratti lieve, a tratti profondo, racconta la vicenda umana dell'imperatore-intellettuale. Mai, forse, come nel magnifico teatro ateniese di epoca romana, giusto ai piedi del Partenone, l'Adriano di Albertazzi ha sovrapposto la storia alla prosa, fino a rendere indistinguibile il personaggio reale da quello immaginato dalla Yourcenar.

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