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Si fanno sempre più insistenti le voci di una mega-mostra su «L'ultimo Caravaggio», quindi comprensiva ...

Già nel 1985 il Metropolitan Museum di New York e quello napoletano di Capodimonte allestirono una mega-mostra su «Caravaggio and His Time» dagli esiti più turistici che scientifici, la quale aveva avuto uno dei più convinti e inascoltati oppositori, nonché testimoni della sconsiderata quanto velleitaria operazione, in Federico Zeri.
Il compianto maestro aveva stigmatizzato la vanità di qualche soprintendente ed evidenziato i rischi incalcolabili di un simile trasloco di capolavori! Per fortuna andò bene, ma oggi, dopo le bombe mafiose ai monumenti di Roma, Firenze e Milano, ma, soprattutto, dopo l'11 settembre, col terrorismo islamico impegnato a colpire ogni valore dell'Occidente, di cui Caravaggio è un emblema cattolico tra i più estremi e preziosi, il pericolo è aumentato a dismisura e sfugge a ogni logica e previsione d'«intelligence». Mi appello, quindi, al ministro Urbani e a quanti altri di ogni parte politica perché si ponga un fermo indiscutibile a questa sconcertante manifestazione di aberrante superficialità culturale! Le opere, soprattutto quelle di misure eccedenti, si vedranno «in loco» (dubito che i maltesi siano inclini a prestare la loro Decollazione del Battista e questa (tra chiese e musei) è l'occasione per un turismo intelligente, da qualsiasi parte giunga.
Mau. Mar.

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