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Andreotti: «Andrò a vedere quei segreti»

Il senatore a vita: «Sono fantasie». Il gorilla di Stallone pesta un giornalista

La pellicola propone una nuova chiave di lettura sulla strage di Portella della Ginestra in Sicilia dove, secondo la più comune interpretazione dei fatti, il bandito Salvatore Giuliano sparò sulla folla che festeggiava il Primo Maggio del '47, uccidendo 11. L'ipotesi proposta da Benvenuti è invece quella di una strage maturata nell'ambito di un complotto anticomunista con il coinvolgimento dei servizi segreti americani, della Chiesa cattolica e anche dell'onorevole Andreotti. Il senatore Andreotti ha liquidato le polemiche con poche paroele: «Mi sembra ci sia molta fantasia. Meglio non seguire le fantasie. Comunque il film me lo andrò a vedere...».
E a Venezia forse non se ne sono ancora accorti, ma al Lido è arrivato l'attore italiano più richiesto dal mercato italiano. Stiamo parlando di Antonio Catania che - senza un attimo di tregua - riesce a spaziare di Aldo, Giovanni&Giacomo a filmoni superimpegnati come questo «Segreti di stato». Catania ha un brufolo sul naso, ma se ne accorge quando è troppo tardi: ormai, infatti, ha già fatto tutte le interviste televisive. La prossima volta, che si convochi un truccatore!
Intanto, allo storico imbarcadero dell'hotel Excelsior continua la storia infinita degli arrivi e delle partenze. Ecco Harvey Weinstein, il boss della Miramax (massiccio come un peso massimo che scruta trucemente i fotografi in attesa (ma non aspettano lui...), mentre Isabella Rossellini, dimagritissima in un orientaleggiante look blu scuro, si lascia scappare solo un «Buongiorno» in attesa della conferenza stampa di domani.
Poi, un brivido corre per le strade del Lido. La notizia che una delle guardie del corpo di Sylvester Stallone ha «placcato» a terra un collega della Rai, subito soccorso proprio dall'ex Rocky, fa il giro della Mostra in pochi secondi. Purtroppo la notizia è vera. Il collega dovrebbe averne per una settimana e Stallone, dopo aver fatto pace con l'interessato appare sinceramente dispiaciuto. Tutto questo anche se Sly in realtà non c'entra nulla e la guardia del corpo prontamente rimproverata.
Da ultimo, due episodi che si somigliano. Quando Omar Sharif sbarca al Lido per ricevere il leone d'oro viene scambiato da qualcuno per Nino Manfredi, al quale effettivamente assomiglia come un fratello minore. Poi, quando Tiziana Foschi della «Premiata Ditta» scende dalla lancia, diversi giornalisti fanno per gettarsi su di lei convinti che si tratti della sua sosia Benedetta Lucherini, nipote e collaboratrice del grande Enrico, principe dei press-agent presenti in laguna ed ufficio stampa di uno dei film più attesi come «la macchia umana» con Anthony «Hannibal» Hopkins (in arrivo al lido). Insomma, qui alla Mostra, dopo i colpi di sole siamo ormai arrivati ai miraggi.

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