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VENEZIA — Venezia e il Lido non sono luoghi dove si possano fare rivoluzioni, per le quali del resto non ci sono i soldi.

Riconduce entro i confini del realismo e della situazione data, il presidente della Biennale Franco Bernabè, le polemiche sollevate dal direttore Moritz de Hadeln sulla difficoltà di realizzare nuovi grandi progetti per la Mostra del Cinema. «Non si possono fare rivoluzioni o stravolgimenti, perchè credo che Venezia e il Lido abbiano un'immagine storica da preservare - osserva Bernabè - Credo piuttosto che vadano compiuti miglioramenti». Non che qualche rivoluzione non si possa proprio fare, concede poi, «credo che lo spazio per farlo ci sarebbe - precisa - ma la dimensione degli investimenti sarebbe molto grande».
«Dovremmo parlare di un rifacimento degli edifici completo così come era nelle intenzioni e dei progetti - puntualizza - dato che c'era stato persino un concorso di idee per rifare il Palazzo del cinema. Ma mi pare che la situazione economica e quella delle finanze pubbliche non permettano interventi di grandissimo spessore». Se ne riparla insomma in tempi migliori. Magari già a cominciare dall'anno anno prossimo, quando potrebbero esserci novità anche sull'hangar Sorlini che tanto piacerebbe a de Hadeln. «Il sindaco si è impegnato molto - precisa Bernabè - e credo che riuscirà a realizzare la ristrutturazione dell'intera area dell'aeroporto».
Ma intanto valgono gli interventi realizzati quest'anno anche con il Comune, dall'uso del cinema Astra al rilancio di tutta l'area dei grandi alberghi. Occasione mancata invece per il Blue Moon, la nuova struttura protesa sul mare alla fine del Gran Viale: questioni legate alla gestione costringono a rinviare al 2004 una sua eventuale integrazione nel sistema della Mostra.
Fra i cambiamenti e gli ampliamenti in positivo Bernabè ci tiene a citare anche l'area e i risultati dell'Industry Office, a conferma del principio che «senza il mercato - dice - la Mostra non può prosperare». Non vede dunque ragioni di polemica, Bernabè, almeno sul fronte della logistica. Ben vengano piuttosto le polemiche artistiche, aggiunge, quelle che sono «il sale della Mostra».
Sul fronte delle risorse, la Biennale si è comunque rimboccata le maniche e quest'anno ha raddoppiato i proventi derivanti da sponsor e gestione servizi, avvicinandosi ai due milioni di euro contro i 5,2 milioni di interventi diretti dello Stato: cifra, quest'ultima, uguale al 2002 e che Bernabè si augura non si riduca in futuro. Quella del 2003 è dunque una Mostra da 7 milioni di euro, contro i sei dell'anno scorso.

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