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La sorda e l'uomo del mistero



Laura fa la spogliarellista, Marco, un uomo ricco, si innamora di lei e la sposa. Lei, però, ha un incidente d'auto e finisce in coma. Al risveglio trova Marco vicino a sé sempre innamorato. Guarisce ma resta affetta da una sordità che costringe tutti attorno a parlare a segni. Anche il bambino che nascerà di lì a poco. Tutto bene, comunque, tutto bello, presto però si fanno in primo piano delle circostanze misteriose, soprattutto sulla vera identità di Marco e su un suo passato molto diverso da quello che racconta. Laura spaventata, comincia a indagare. Ma incapperà in una fitta serie di drammi anche angosciosi che rischieranno di mettere a rischio la sua vita, coinvolgendovi anche il bambino. Tutto poi si chiarirà, ma con rivelazioni orrende.
Un thriller, un noir, una via di mezzo fra un giallo e un film dell'orrore. Ne sono responsabili due esordienti francesi, François Hanss e Arthur-Emanuelle Pierre, che hanno ritenuto di far bene montando una storia macchinosa che, anche quando dà certe chiavi narrative le fa decifrare a fatica. Per una sua ambiguità spesso voluta ma inutile che mette in più momenti fuori strada quanti hanno la pazienza di seguirla. Con l'impaccio, per di più, di quella sordità della protagonista che, pur tendendo a proporsi come una trovata, fa spesso incespicare in personaggi indotti ad esprimersi oscuramente solo a segni. Interrogativi, comunque, ce ne sono e qualche curiosità la suscitano. La protagonista è Emmanuelle Seigner. Vista in occasioni migliori. Di fronte, Philippe Torreton che, come marito, sembra rifare il verso al Jack Nicholson di «Shining».
G. L. R.

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