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«Prima o poi sarò Eleonora Duse»

Per un lungo periodo mi sono sentita così, qui non ero più a casa, tutti mi consideravano americana. Invece sono fiera di essere italiana e anche all'estero ho cercato di non perdere mai l'accento. Anzi, proprio per via del mio accento mi sfuggì dalle mani un ruolo importantissimo, quello di "Pretty Woman", andato poi a Julia Roberts. Ad onor del vero lei era più brava di me: era fatta per quella parte. Io avrei fatto una bella cosa, ma lei l'ha fatta sicuramente meglio». Si confessa candidamente dinanzi alla platea del «Vasto film festival» Valeria Golino, una delle nostre attrici più intellettuali e più affermate in America, dopo Sophia Loren. «Seguire le orme di Sophia è impossibile», sorride lei, che nella mecca del cinema a stelle e strisce ha lavorato accanto a mostri sacri come Dustin Hoffman, Tom Cruise, Nicholas Cage ed è stata diretta da registi come John Carpenter e Sean Penn. Napoletana, classe 1966, Valeria arriva da Parigi, dal set di «San Antonio» dove, diretta da Frederique Auburtin, affianca Gerard Depardieu e Gerard Lanvin nei panni di una terrorista. Se da bambina sognava di fare la cardiologa, ora sogna di portare sullo schermo la vita di Eleonora Duse. «Sembra presuntuoso da dire, perché lei è la nostra più grande attrice del passato. Mi piacerebbe raccontare almeno un tratto della sua vita privata». Ad ottobre intanto la vedremo sul grande schermo in «Prendimi e portami via» di Tonino Zangardi, storia ambientata nella periferia romana incentrata sull'incontro-scontro tra due comunità: quella dei rom e quella degli abitanti del quartiere popolare di Cinecittà.
Gab. Sas.

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